martedì , 27 Settembre 2022
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Art Site alla Nuvola Lavazza e all’Heritage Lab Italgas: Arte per i Musei d’Impresa

Due nuovi progetti site-specific di Art Site Fest per l’Area Archeologica della Lavazza e l’Heritage Lab dell’Italgas

Carlo D’Oria, Titani, Area Archeologica Lavazza, Torino

 

Nell’ambito dell’edizione 2021 di Art Site Fest, dedicata al tema della “Prossimità”, lo scorso 24 novembre hanno inaugurato presso l’Area Archeologica del Museo Lavazza i progetti di Carlo D’Oria e Project – To. “Per Art Site Fest 2021 – spiega il direttore artistico del festival Domenico Maria Papa – abbiamo chiesto a Carlo D’Oria di realizzare tre interventi site-specific con opere inedite, frutto di una sua ricerca artistica da poco avviata. Si tratta di figure ridotte all’estrema astrazione, come nella poetica dell’artista, ma dalle linee meno morbide e con un vago accenno all’opera icona di Rodin, Il pensatore. La proposta di D’Oria è stata distribuita contemporaneamente su tre sedi – Palazzina di Caccia di Stupinigi, Palazzo Madama e Area Archeologica del Museo Lavazza – creando un dialogo tra i luoghi e i visitatori, in un percorso di coinvolgente scoperta […] È un progetto unitario che si articola per parti, in modo da connettere i tre contesti storici in un’unica opera. Ciascuna delle installazioni comprende sculture in scatolare di metallo verniciato che riproducono figure umane stilizzate, nella dialettica singolarità e moltitudine, ciascuna collocata e commisurata alle dimensioni fisiche e percettive dei tre spazi scelti.”

Carlo D’Oria, Titani, Area Archeologica Lavazza, Torino

 

Scoperta nel 2014 durante i lavori di realizzazione del nuovo centro direzionale del Gruppo Lavazza, l’Area Archeologica del Museo Lavazza attesta l’esistenza della basilica paleocristiana di San Secondo datata tra IV e V secolo d.C. e circondata da un consistente gruppo di sepolture tardoantiche. Dopo il primo intervento espositivo dello scultore altoatesino Aron Demetz, realizzato nell’ambito dell’edizione 2019 di Art Site Fest, lo straordinario contesto – esempio di valorizzazione e di integrazione del passato con il presente – accoglie oggi due nuovi progetti appositamente ideati per il luogo: un’opportunità espositiva che si è rivelata essere molto stimolante per gli stessi artisti. Come spiegato da Carlo D’Oria, rivedere le grandi sagome collocate nello straordinario contesto dell’Area Archeologica del Museo Lavazza gli ha permesso di osservarle da un’insolita prospettiva, come se davvero gli imponenti “Titani” reggessero il peso della struttura, (e metaforicamente del mondo) partecipando attivamente all’installazione con un ulteriore significato poetico. Anche nelle installazione presso lo scalone juvarriano di Palazzo Madama e alla Palazzina di Caccia di Stupinigi le grandi sagome giocano tra pieno e vuoto, tra positivo e negativo: le forme proliferano fino a diventare intricate strutture, fitte arborescenze che si dilatano in molteplici direzioni, senza perdere l’assunto iniziale della figura umana stilizzata da un corpo e una piccola testa.

Carlo D’Oria, Titani, Area Archeologica Lavazza, Torino

 

La “prossimità” dei Titani di D’Oria è connessa al progetto di sonorizzazione site-specific proposto da Project-To, intitolato Mormoranti. Nelle parole di Riccardo Mazza, ideatore di Project-To: “Si tratta di un’opera sull’aleatorietà e precarietà delle connessioni umane, collocata nello spazio (la distanza reale o quella ideata) e nel tempo (la morte), limiti che di fatto impediscono il contatto. È  una creazione sonora che riflette sulla necessità umana e intima della prossimità.” Un insieme di voci e frasi distribuite nello spazio, animano la necropoli e si materializzano in vari punti dell’area, cercando il dialogo con lo spettatore. Le voci si alternano e si compongono, disgregandosi ma generando punti di attrazione. Le frasi sono elaborate e combinate in tempo reale da un algoritmo. Un computer le sceglie in modo casuale e le ricompone in modo sempre differente, all’infinito. Project-To, progetto di musica elettronica e visual che si sviluppa nell’interazione di elementi elettronici sonori originali ed elementi visivi, nasce nel 2016 da un’idea di Riccardo Mazza (compositore e docente presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, artista multimediale specializzato nella ricerca sonora sperimentale) e la fotografa e videomaker Laura Pol, autrice di numerosi lavori in ambito artistico, culturale e museale.

Heritage Lab Italgas

 

Nell’ambito del coinvolgimento dei Musei d’Impresa che operano sul territorio, Art Site Fest propone per l’edizione 2021 un progetto pensato per gli spazi dell’Heritage Lab di Italgas, in Corso Palermo 4, a Torino, spazio che sarà ufficialmente aperto al pubblico dal prossimo 3 dicembre, a poca distanza dalla Nuvola Lavazza, in un contesto di grande riqualificazione urbana del quartiere Aurora. Una connessione coerente e fortemente voluta: la moderna struttura incarna perfettamente l’attenzione che la storica azienda torinese dedica al tema della sostenibilità e dell’innovazione, e trova piena coerenza con la sensibilità di Art Site Fest nei confronti delle tematiche ecologiche.

 

Heritage Lab Italgas

 

Come ricorda Domenico Maria Papa: “[…] La pandemia ci ha fatto scoprire quanto tutto il vivente sia in contiguità. Con la diffusione del virus, abbiamo imparato che il salto di specie avviene tanto più facilmente quanto più gli habitat si sovrappongono. Deforestazione, urbanizzazione e alterazione del clima impoveriscono la diversità biologica, garanzia di spazio di vita. Ripensare la prossimità del vivente, nel rapporto con le altre specie animali e vegetali, conservare il nostro pianeta come casa comune, diviene perciò necessario e urgente”. Italgas, primo operatore in Italia nella distribuzione del gas e il terzo in Europa, si impone sul mercato internazionale per la forte spinta all’innovazione e l’attenzione alla sostenibilità. La stessa sostenibilità che guida le scelte aziendali, diventando parte integrante della quotidianità, caratterizzata sempre più da mobilità flessibile, digitalizzazione e stili di vita green e responsabili. Proprio alle operazioni di digitalizzazione e meta-datazione è dedicata la nuovissima struttura dell’Heritage Lab di Italgas, che lavora su tre chilometri lineari di documenti conservati presso l’Archivio storico aziendale: una nuova “officina digitale” per portare il passato nel futuro.

 

Heritage Lab Italgas, veduta della mostra

 

Il progetto SHAPES OF LIVING – LIVING EARTH, comprende un’esposizione fotografica e una performance live audio-visiva realizzata da Project-To, con proiezioni visive dell’artista Laura Pol, che ha rielaborato in chiave moderna i file e i documenti provenienti proprio dall’Archivio storico di Italgas, proiezioni accompagnate da interpretazioni artistiche sonore elaborate in live da Riccardo Mazza.  SHAPES OF LIVING – LIVING EARTH vuole raccontare attraverso le immagini la varietà della vita, la ricchezza delle sue forme e, al tempo stesso, la sua unicità, così da sollecitare nel pubblico una riflessione sulla sostenibilità delle risorse naturali e la necessità dell’attenzione all’ecologia.

Natalie Field, Water-Mother Human Nature, Finlandia 2016

 

La mostra nasce da una call, avviata simbolicamente il 22 aprile scorso, giornata mondiale della Terra e indirizzata a decine di fotografi da tutto il mondo; una commissione composta da Luca Mercalli, Elena Franco, Tiziana Bonomo, Domenico Maria Papa e Chiara Ganz ha scelto le 50 foto più interessanti che sono esposte all’interno degli spazi dell’Heritage Lab. La selezione è stata rigorosa: su centinaia di immagini pervenute, la commissione di esperti ha effettuato una scelta precisa al fine di comporre un mosaico visivo che documenti la varietà delle forme di vita sul nostro pianeta: un corale richiamo alla bellezza della natura e alla necessità di prendersene cura. Alla rassegna fotografica è dedicato uno spazio web, consultabile in mostra, attraverso QR Code e un catalogo cartaceo che verrà presentato nel corso della mostra, edito da Teca.

 

Carola Allemandi, Con Intenzione 02, 2021

 

La serata inaugurale ha visto una interessante conversazione tra Luca Mercalli (docente universitario e autore di numerosi titoli di divulgazione scientifica sui temi della meteorologia, dell’ecologia e del cambiamento climatico) e Domenico Maria Papa, conversazione incentrata su come i media, in particolare la fotografia, e per estensione tutte le arti visive, possono contribuire ad una sempre maggiore coscienza ecologica.

 

Anamaria Chediak, Solitude,The infinite Artic Silence, Groenlandia 2018

 

 

PER INFO

ARTSITE

Art Site Fest

https://www.artsitefest.it

@artsitefest

info.artsitefest@gmail.com

Museo Lavazza

https://www.lavazza.it/it/museo-lavazza.html

@Lavazzamuseo  Info.museo@lavazza.com

Heritage Lab Italgas

https://www.italgas.it/gruppo/la-nostra-storia/heritage-lab/

heritagelab@italgas.it

 

 

 

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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