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mercoledì , 17 ottobre 2018
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OGR, Susan Hiller, Psi girl, 1999

Tre nuovi progetti per lo SPRING BANG, il BIG BANG di primavera delle OGR

Tre nuovi progetti, la mostra di Susan Hiller, Learn & Play! teamLab Future Park, e The Newsroom, inaugurano lo SPRING BANG, il BIG BANG di primavera delle OGR.

L’inaugurazione consente al Direttore Generale Massimo Lapucci e dal Direttore Artistico Nicola Ricciardi di stilare un primo bilancio a sei mesi dalla restituzione del grande edificio delle Officine Grandi Riparazioni da parte della Fondazione CRT. Dalle parole di Massimo Lapucci: “Dal 30 settembre 2017, giorno del “Big Bang”, con cui ha preso avvio l’avventura delle OGR, sono passati sei mesi molto intensi: mostre ma non solo, concerti, musica, incontri, workshop, per oltre 130.000 visitatori. Inauguriamo questo nuovo semestre con tre mostre che sono legate tra loro da un filo rosso un unico focus tematico, il rapporto tra arte, tecnologia e innovazione, a partire la personale di Susan Hiller, curata da Barbara Casavecchia che affronta il tema dei social facts. Un tema di grande attualità in tempi in cui, bombardati da un numero impressionante di informazioni, distinguere la notizia non è semplice e introduce nuove complessità.

OGR, Susan Hiller, After Duchamp, 2016-2017

Parallelamente inauguriamo anche il nuovo progetto The Newsroom in collaborazione con La Stampa e un attore internazionale come Google: un progetto all’insegna della tecnologia come veicolo delle informazioni. Infine Learn & Play! TeamLab Future Park, il Parco del Futuro dedicato ai bambini tra 3 e 10 anni, chiamati a stimolare nuove forme di creatività, ossia creare oggetti reali che diventano virtuali grazie al digitale, animati da grandi schermi interattivi. Una realtà virtuale che non è solo subita ma che è oggetto di azione e creazione da parte gli utenti. L’intento delle OGR è quello di mantenere lo spirito dell’officina ed è per questo che vogliamo continuare a mantenere la volontà di sperimentare: la tecnologia è una parte molto importante di questo messaggio e lo è parimenti la capacità di aprirsi a pubblici molto diversi, sia per estrazione che per formazione che per fasce d’età: contenuti nuovi che prevedano una partecipazione attiva da parte del pubblico”.

OGR, The Newsroom

Maurizio Molinari, direttore del La Stampa, introduce il progetto The Newsroom, visitabile sino al 27 maggio al Binario 2: “Quando si parla delle OGR come laboratorio del futuro bisogna immaginare qualcosa che si spinge verso nuove frontiere per reimmaginare la realtà che ci circonda. Le città si reinventano in questo modo. Questo luogo, così intriso di passato ma proiettato verso il futuro, è la cornice migliore per raccontare il nuovo progetto The Newsroom, realizzato in collaborazione con Google e Studio Azzurro (ma soprattutto con il patrimonio di conoscenza dei nostri redattori) che permette ad un ognuno di noi di entrare fisicamente nelle storie. Noi viviamo in una stagione di trasformazioni, si trasforma la società, la politica la salute, la natura. Le tecnologie trasformano ciò che noi conosciamo e sfidano le nostre convinzioni. Qual è il compito, la responsabilità di chi crea contenuti come una redazione? E’ di offrire nuovi percorsi interpretativi per vivere le notizie. Noi siamo abituati a leggerle, a vedere le notizie. Con il nuovo progetto si offrirà la possibilità di viverle: significa essere aggrediti dalle sue emozioni, fisicamente si entra in uno spazio dove cinque schermi proiettano informazioni in contemporanea e consentono di entrare nella storia. Abbiamo scelto tre temi: l’intelligenza artificiale, la musica, le migrazioni: tre aspetti delle trasformazioni che ho citato prima. Senza alcun dubbio le migrazioni di massa trasformano le nostre società, l’intelligenza artificiale è il confine più estremo dell’innovazione, e la musica resta ancora la frontiera più grande delle nostre emozioni. I tre percorsi si attivano con una nuova forma di giornale con cui catturare le parole per immergersi in una delle tre grandi storie che appartengono a tutti noi, moltiplicando le metodologie del linguaggio dell’informazione, attraverso le nuove tecnologie.

Sarà visitabile sino al 24 giugno Social Facts, la personale dell’artista americana Susan Hiller (USA, 1940) a cura di Barbara Casavecchia: in quasi cinquant’anni di carriera Susan Hiller ha realizzato installazioni video, opere sonore, performance, sculture, fotografie e grandi progetti interattivi, oltre a scrivere e curare mostre. Social Facts, cioè “Fatti sociali”, è l’espressione con la quale l’artista chiama gli artefatti culturali che influenzano le dinamiche collettive e i sistemi di valori delle nostre società. L’artista osserva come i mass media influenzino la nostra percezione del mondo e scava in quel gigantesco serbatoio globale di informazioni che giungono attraverso la rete e che spesso si traducono in fake news, in un ambiguo rapporto tra reale e irreale.

OGR, Susan Hiller, Channels, 2013

La mostra si apre con la video proiezione Illuminazioni (2018, 30 minuti) realizzata appositamente per le OGR. Nella colonna sonora, le voci umane si fondono con una serie di suoni, con i quali le strumentazioni scientifiche traducono le radiazioni luminose cosmiche in viaggio nel corso dello spazio e del tempo, a partire dal Big Bang. Ben cinquanta ritratti fotografici compongono After Duchamp (2016–17). Le immagini, che Hiller ha trovato online e modificato digitalmente, sono ispirate al “Ritratto del Dottor Dumouchel” (1910) di Marcel Duchamp, nel quale il giovane studente di radiologia appare circondato da un’aura iridescente. Al centro del Binario 1 sono videoproiettate al suolo le animazioni digitali di From Here to Eternity (2008), che riproducono tre schemi di labirinti, basati sulle pavimentazioni di tre cattedrali gotiche ma più simili a dedali virtuali dei videogames contemporanei. Alle due estremità della grande navata, immersa nel buio, sono collocate due installazioni monumentali: in Psi Girls (1999), videoinstallazione su 5 schermi, scorrono le immagini, virate in colori saturi, di cinque film (di Brian De Palma, Andrei Tarkovsky, Mark L. Lester, Danny DeVito, Andrew Fleming). La ragazza dotata di poteri psichici speciali, che esplodono nel corso dell’adolescenza di pari passo con l’emergere della sessualità è un personaggio classico del cinema di genere hollywoodiano, così come delle serie TV più recenti.

OGR, Susan Hiller, Psi girl, 1999

All’altra estremità Channels (2013), la più grande opera audiovisiva realizzata sinora dall’artista, è un assemblaggio di 106 televisori analogici di formato diverso. Ne emergono i racconti (in varie lingue, tra cui l’italiano) di esperienze di “pre-morte”, associati ai tracciati elettronici di un oscilloscopio che disegnano le vibrazioni di ogni voce.

OGR, Susan Hiller, From Here to Eternity, 2008

Learn & Play! teamLab Future Park, che rimarrà alle OGR per circa due anni, è un progetto ideato e realizzato dal collettivo di sviluppatori giapponesi che hanno curato il Padiglione del Giapponese di Expo2015, ed è dedicato ai bambini dai 3 ai 10 anni.L’ambiente pensato dal gruppo teamLab, si sviluppa in quattro differenti postazioni ognuna delle quali corrisponde a un’esperienza creativa diversa: Light Ball Orchestra è installazione ambientale in cui i visitatori sono incoraggiati a interagire con una serie di sfere luminose che mutano colore e suono, rispondendo agli stimoli esterni generati dai movimenti dei bambini, fino a formare un’orchestra. A table where Little People Live è un’installazione formata da tavoli interattivi in cui i bambini sono liberi di giocare con proiezioni sensibili all’inserimento di oggetti che modificano il comportamento delle piccole persone che abitano l’installazione adattandosi alle condizioni, sempre differenti, generate dagli input emessi dai bambini.

OGR, Sketch Aquarium

Completano il percorso Sketch Aquarium e Sketch Town. Sketch Aquarium è un acquario in cui le creature marine disegnate dai bambini prendono vita. All’interno dello spazio si potranno disegnare creature marine colorate su fogli di carta. Scannerizzate, le creature disegnate prendono vita come proiezioni all’interno del mare virtuale. Sketch Town è invece lo spazio dedicato allo sviluppo cittadino in cui le strutture e lo spazio urbano si modificano in accordo ai disegni realizzati dai bambini. I disegni delle macchine, degli edifici e delle navicelle spaziali, prodotti dai bambini stessi, saranno proiettate all’interno del paesaggio urbano e inizieranno a muoversi.

OGR, Sketch town

 

Per info 

OGR,Corso Castelfidardo, Torino

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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