domenica , 18 novembre 2018
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I profumi-scultura di Ferdi Giardini alla GSF contemporary

Per la seconda mostra nel nuovo spazio GSF contemporary il noto artista e designer Ferdi Giardini (Torino, 1959) ha presentato una serie di lavori inediti, tra i quali una fragranza appositamente studiata per l’occasione: all’elemento estetico, dominato da una sapiente costruzione della luce sulla materia, come è usuale nella ricerca di Giardini, viene affiancato quello olfattivo.

In concomitanza con la mostra “Per Fumum. I profumi della storia”, allestita in questi giorni a Palazzo Madama, la mostra “Ferdi Giardini Parfum”, in collaborazione con l’Associazione Per Fumum, Italian Group e Riccardo Costantini Contemporary, presenta una serie di lavori inediti che rimandano alla storia del profumo e dei suoi processi creativi, costruendo un rapporto per molti versi inusuale fra forma, materia, luce ed olfatto.

Ferdi, come hai pensato di utilizzare l’olfatto come ulteriore elemento da affiancare alla tua ricerca creativa?

Non è la prima volta che mi occupo di fragranze e di profumi, ho iniziato anni fa, banalmente, a lucidare il plexiglass delle mie sculture con dell’olio essenziale, un approccio ancora timido ma che mi aveva lasciato delle suggestioni che ho poi voluto sviluppare. Successivamente sono riuscito a costruire dei veri e propri quadri / scultura (come quello esposto in mostra a base di menta) con della fragranza profumate che scendevano con un effetto a piccola cascata: nel 2006 a Torino e nel 2008 a Milano ho presentato in due mostre delle opere che includevano al loro interno delle grandi componente olfattive.

L’installazione in galleria prevede sculture luminose, che caratterizzano molto la tua ricerca, e al contempo una forte componente olfattiva che avvolge il visitatore. Puoi parlarci del progetto?

Sono partito dalle forme che ci sono in Natura o da oggetti preesistenti per trasformarli come un alchimista in oggetti totalmente nuovi…Per la mostra ho scelto delle coppe in rame, che evocano le forme delle acquasantiere,  e che non sono altro che cappelli per lampade. Per le sculture ho scelto una forma che richiamasse l’idea di una foglia o di una fiamma, realizzata con tessuti garzati che avevo trovato a Mauritius; con il loro disegno e il materiale ho voluto suggerire il procedimento stesso con cui si creano le fragranze, estraendole dalle foglie, dai petali o dai legni; per ottenere le essenze si aggiunge del grasso o si pongono gli elementi naturali proprio sotto garza. Il diffusore alla base della coppe in rame è in realtà un vero diffusore di calore per lampade led: l’ho scelto per la forma estetica, perché mi richiamava la forma il pistillo.

Ferdi Giardini disegni preparatori

Per la mostra hai ideato una fragranza inedita…

Per la prima volta oggi presento una fragranza che ho ideato insieme ad un “naso”: abbiamo lavorato un anno per realizzare un profumo solido e uno roll-on, a base, tra gli altri, di pepe nero e fico. Per i visitatori in galleria ho pensato a due percorsi olfattivi d’ambiente, uno a base di agrumi e lavanda, e uno a base di neroli. Volevo suggerire al visitatore un’esperienza multisensoriale, aggiungendo alle percezioni visive date dalla forma e dalla luce quelle olfattive.

Ferdi Giardini fragranza

Per informazioni

Ferdi Giadini

GSF, Galleria San Federico, 26 Torino

sino al 17 marzo 2018

GSF contemporary

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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