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lunedì , 23 ottobre 2017
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  • La buona ventura, 1597 - Mostra Dentro Caravaggio

  • Flagellazione di Cristo, 1607 - Mostra Dentro Caravaggio

  • Marta e Maria Maddalena, 1598/1599 - Mostra Dentro Caravaggio

  • Salomè con la testa del Battista, 1607 / 1610 - Mostra Dentro Caravaggio

  • Ritratto di Cavaliere di Malta, 1607/1608 - Mostra Dentro Caravaggio

  • Sacrificio di Isacco, 1603 - Rossella Vodret - Mostra Dentro Caravaggio

  • Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale – Conferenza stampa Mostra Dentro Caravaggio

Dentro Caravaggio a Milano. Ecco l’opera d’arte

La mostra “Dentro Caravaggio” ha aperto le sue porte al grande pubblico nelle sale di Palazzo Reale a Milano. Una mostra così attesa che ha visto prolungati gli orari di apertura, prima ancora della sua inaugurazione, per il grande numero di prenotazioni.

20 opere originali di Caravaggio, grazie a prestiti che arrivano dai più importanti musei nazionali e internazionali.  Ogni opera accompagnata da proiezioni multimediali e immagini radiografiche, che svelano la tecnica usata da Caravaggio e anche nuovi personaggi fino ad oggi nascosti dalla versione finale dell’opera. Ogni opera valorizzata da luci e colori dell’allestimento, che rendono viva la drammaticità delle scene rappresentate. Ogni opera da vedere e rivedere, ma attenzione, due dipinti non saranno ospitati per tutta la durata della mostra.

L’opera “Martirio di Sant’Orsola”, di proprietà di Intesa Sanpaolo, il 27 novembre 2017 raggiungerà le sale delle Gallerie d’Italia per dare avvio alla mostra “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”. L’ultimo dipinto di Caravaggio sarà il punto di partenza per esaminare le scuole che hanno seguito Caravaggio e quelle che si sono opposte. “Giuditta che taglia la testa a Oloferne”, invece, il 10 dicembre 2017 tornerà alle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini.

Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura

Seguiamo l’invito di Filippo Del Corno: “Entriamo dentro l’universo creativo di Caravaggio per ricostruire la relazione tra gesto creativo e opera finita”.

Sulla vita e le opere di Caravaggio la bibliografia è vastissima, eppure questa mostra, che ha il merito di spiegare al grande pubblico i risultati della ricerca documentale e radiografica degli ultimi anni, ha dimostrato che c’è ancora molto da dire e da scoprire. Molto si è scritto nei registri della polizia pontificia e nei verbali dei processi sul suo carattere iracondo, le nevrosi e le disavventure giudiziarie, e molto sul suo “personaggio” è stato esagerato dai suoi critici e denigratori del ‘600. Ma oggi, in questa mostra, scopriamo che Caravaggio parlava nel dialetto milanese, anzi lombardo, e abbiamo una “fotografia” dettagliata dei suoi beni: gli attrezzi del mestiere, gli strumenti musicali, gli oggetti usati nelle composizioni, le armi e 12 libri, di cui purtroppo non sono riportati titoli e autori.  Chissà cosa leggeva Caravaggio. L’impossibilità di conoscere la risposta lascia l’amaro in bocca a studiosi, curatori e anche noi visitatori.

 

1597, interrogatorio di un garzone di barbiere

“Questo pittore […] che al parlare tengo che sia milanese  […] mettete lombardo per che lui parla alla lombarda”

Le ricerche condotte dal 2009 al 2012 sulle opere conservate a Roma, da cui parte il lavoro di ricerca presentato, sono state integrate da nuove indagini scientifiche con strumenti più all’avanguardia su altre 13 opere oggi in mostra, 4 analizzate dai musei prestatori e 9 grazie a Fondazione Bracco, che ha sostenuto i restauri e consentito l’utilizzo di nuove tecnologie.
“E’ affascinante vedere come la scienza sia in questo caso al servizio della cultura, vedo fortissime potenzialità di collaborazione nella ricerca sulle immagini del nostro patrimonio culturale. La Fondazione si impegnerà anche sul fronte del contrasto alla povertà educativa, coinvolgendo i ragazzi delle scuole di periferia per guidarli alla scoperta di questo mondo”, Diana Bracco, Presidente del Gruppo Bracco.

 

Diana Bracco, Presidente del Gruppo Bracco

Dalla verità alla pittura: questo è Caravaggio. La sua tecnica pittorica riflette questa sua esigenza, così forte da andare spesso contro le richieste della committenza. Le sue opere però sono tutt’altro che improvvisate. E così, le indagini riflettografiche e radiografiche hanno rivelato:
– personaggi invisibili ad occhio nudo come la figura che compare nel “San Francesco in meditazione” di Palazzo Barberini.
– correzioni e ripensamenti che a volte hanno stravolto completamente la composizione originale, come in “Riposo dopo la fuga in Egitto” della Galleria Doria Pamphilj di Roma.
– incisioni e segni sul dipinto. Caravaggio non faceva disegni preparatori per le sue opere. La posizione delle figure principali o delle espressioni dei volti era tracciata da leggeri solchi sulla preparazione del quadro con il retro del pennello. Le nuove ricerche però hanno scoperto che nelle opere giovanili ha abbozzato le figure con tratti sommari, visibili nelle opere della National Gallery di Londra “Ragazzo morso dal ramarro”, “Cena in Emmaus” e “Salomé”.
– tracce della preparazione della tela, che hanno consentito di rivedere la datazione di alcune opere.
– pennellate veloci per evidenziare i punti di luce con la biacca o tratteggiare le ombre con una tinta scura.
– tele riutilizzate perché ridipinte con un soggetto nuovo come in “La Buona Ventura” dei Musei Capitolini o perché, nate come opere profane, sono trasformate da Caravaggio in soggetti religiosi è il caso della “Maddalena penitente” della Galleria Doria Pamphilj.

I risultati delle ricerche presentati in mostra hanno sicuramente aiutato a risolvere alcuni problemi sulla cronologia delle opere e hanno dato nuovi strumenti per definirne l’attribuzione. Replicare soggetti di successo, tra la fine del Rinascimento e le soglie del ‘600, era prassi comune. Ma i nuovi documenti trovati hanno anche aperto un vuoto lungo 4 anni (1592-1596) in cui non si sa nulla di Caravaggio. Alle nuove generazioni di storici dell’arte il compito di colmarlo.

 

Rossella Vodret, curatrice della mostra

Ma l’unicità della mostra “Dentro Caravaggio” sta anche nella bravura di chi ha curato l’allestimento, per l’illuminazione delle opere e i colori usati nelle sale che cambiano, come cambiavano le preparazioni di base utilizzate da Caravaggio nel suo percorso artistico da chiare/grigiastre a rossastre e infine dal bruno a un colore sempre più scuro.

La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, in collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il Gruppo Bracco è Partner dell’esposizione per le nuove indagini diagnostiche. Main Sponsor è Intesa Sanpaolo. L’allestimento è progettato da Studio Cerri & Associati. La mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen.
I prestiti più prestigiosi dall’estero: “San Francesco in estasi” (1598-1599) dal Wadsworth Atheneum of Art di Hartford; “Marta e Maddalena” (1598-1599) dal Detroit Institute of Arts; “Sacra famiglia con San Giovannino” (1602-1604) dal Metropolitan Museum of Art, New York; “San Giovanni Battista” (1604) dal Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City; “San Girolamo “(1605-1606) dal Museo Montserrat, Barcellona; “Salomé con la testa del Battista” (1607 o 1610) dalla National Gallery, Londra.

 

Dentro Caravaggio – Palazzo Reale – Piano Nobile
dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018

Lunedì: 14.30 – 22.30
Martedì, Mercoledì e Domenica: 09.30 – 20.00
Giovedì, Venerdì e Sabato: 09.30 – 22.30
Lunedì 8:30_14:30 (riservato scuole)
Chiusura anticipata alle 20.00 nei giorni 29 settembre, 16 e il 23 ottobre
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

 

www.palazzorealemilano.it
www.caravaggiomilano.it

About Diana Cicognini

Diana Cicognini
Diana. Dea cacciatrice! Il mio territorio è Milano, la mia preda l'Arte ... che racconto, scrivo, disegno (dipingo) e metto in mostra.

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