Asta Sant’Agostino n°126

Asta Sant’Agostino n°126

www.santagostinoaste.it

DIPINTI DELL’800, DEL ‘900 E CONTEMPORANEI

Asta Sant’Agostino n°126 – 19 maggio 2104 – Ore 15 (1-193) e ore 21 (194-336)

DESIGN

Asta Sant’Agostino n°126 bis – 20 maggio 2104 – Ore 15 (351-602) e ore 21 (608-809)

ESPOSIZIONE

Da mercoledì 14 a domenica 18 maggio Orario continuato 10 – 20, sabato e domenica 10 – 21

 

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Asta Sant’Agostino n°126

Il 19 e il 20 Maggio la casa d’aste Sant’Agostino bandirà quattro sessioni d’asta dedicate all’arte dell’800, del ‘900, all’arte contemporanea e al Design.
Le sessioni di lunedì 19, alle ore 15 e alle ore 21, saranno dedicate alla pittura, ove dominano grandi nomi dell’arte dell’800. La tradizione piemontese è ben rappresentata da Lorenzo Delleani, presente con dodici dipinti dal 1872 al 1904, tra i quali spicca “Soldati di ventura al bivacco” 1872, di cm 82×136, olio su tela, opera storica proposta a 25.000 euro. Alessandro Lupo è presente con quattro dipinti tra cui uno di soggetto tra i suoi più ricercati: “Al mercato. Contadino con cavallo”, cm 70×40 olio su tela, raffigurante uno scorcio di vita mercatale di fine ‘800, proposto alla base d’asta di 4.000 euro.
Altro pittore piemontese è Cesare Maggi, del quale due opere ripercorrono i primi anni della sua attività. “Mari del Nord” del 1916, cm 30×40, olio su tavola, testimonia il periodo durante il quale venne imbarcato come commissario militare su alcuni mercantili, percorrendo prima la tratta italiana, compresa tra Napoli, Genova e Taranto, poi dirigendosi verso New Castle e New Orleans (base d’asta 4.000 euro).
Successivo è “Riflessi”, del 1922, 31×41 olio su cartoncino, opera che ripercorre attraverso la modulazione della luce lo struggente infrangersi delle onde sugli scogli al tramonto; base d’asta 8.000 euro.
Torinese d’adozione fu Alberto Pasini; dell’artista proponiamo in asta un’opera appartenente al periodo giovanile, anni ’50, risalente alla sua formazione “en plein air”, svoltasi all’ombra della scuola di Barbizon. Si tratta di “Campagna di Barbizon (Fontainebleau)” 1853, cm 21,5×36 olio su tavoletta, base d’asta 4.000 euro.
Di Matteo Olivero, un paesaggio, “Vallata/Monviso” 1924-1925 ca, pubblicato sul catalogo generale dell’artista, è proposto a 4.000 euro. Del valdostano Italo Mus non possiamo non citare il suggestivo scorcio innevato, prezioso esempio di calibrazione della luce, “La slitta” 28/01/1940, 46×55 olio su tela, proposto alla base d’asta di 10.000 euro.
La tematica della neve torna in una grande opera di Carlo Musso, “Paesaggio alpino innevato con figure”, 110×150 olio su tela, proposto alla base di 4.000 euro, e nella tela di Francesco Tabusso “Ragazza con nido nella neve” del 2000, alla base di 7.500 euro.
L’Ottocento napoletano è ben rappresentato da Attilio Pratella, esponente della “Scuola di Posillipo”, specializzata in una raffigurazione naturalistica del paesaggio partenopeo: due opere ritraggono alcuni pescatori intenti nella pesca e al ritorno dal lavoro, in riva al mare. “Pescatori nel golfo di Napoli” e “Pescatori e barche a riva”, cm 23×35, vengono proposte alla base di 4.000 e 4.500 euro. Di Vincenzo Irolli, uno scorcio di Napoli: il mercato di Porta Capuana si colora di pennellate rapide, di tocchi di colori densi che animano la tela ricostruendo il caratteristico e variopinto mercato. Base d’asta di 12.000 euro.
Top lot dell’asta è la tempera su carta rintelata di Alexander Calder, appartenente alla sfera delle opere “Stabili”.
Calder ripropone in uno spazio senza tempo, astraente, di colore giallo, alcune figure stilizzate. Linee e forme che sembrano liberarsi nello spazio senza corpo e peso. É un modo giocoso quello di Calder, fatto di una scomposizione della realtà a partire dai colori e dalle sue strutture più semplici.
L’opera, già esposta nel 1967 alla Permanente di Milano, misura cm 63,5×90 ed è proposta al prezzo di 30.000 euro.
La 126a asta non dimentica la pittura del ‘900, a partire da tre grandi maestri: Filippo De Pisis, Carlo Carrà e Felice Casorati.
Di quest’ultimo presentiamo un’opera del 1931: un momento storico durante il quale l’artista acquisisce una dimensioni più serena e stabile, un tipo di pittura che diventa più franca: “(…) vorrei dipingere persone e cose semplicemente come le vedo e le amo: i miei sforzi sono (…) intesi a liberarmi da tutte le teorie (…)”.
La “Cucitrice” del 1931 rientra perfettamente in questo ordine di idee: la figura è ritratta a partire da pennellate nette, quasi a macchie, lo spazio è ben definito dalla luce che rientra dalla finestra ed incornicia il volto della donna.
Lo spazio è limitato ma non soffocante, tutto è in equilibrio, in un tempo fuori dal tempo.
L’opera, già ampliamente pubblicata nel catalogo generale, è proposta alla base d’asta di 20.000 euro.
Del 1934 è la “Natura morta con funghi”, già esposta nel 1961 al Castello Estense, di Filippo de Pisis, di cm 50×70 olio su tela, proposto alla base di 15.000 euro.
Non possiamo non ricordare la superba “Marina” del 1954 di Carlo Carrà: cm 50×60 olio su tela, che presenta uno dei soggetti più cari all’artista, ovvero l’indagine del mondo marino. Base d’asta 35.000 euro.
Tutta la composizione è giocata a partire da una scomposizione dei volumi attraverso pennellate piatte e rapide che sfumano i blu e gli azzurri fino a creare un cielo intenso, carico, vicino alla tempesta.
Di Ennio Morlotti, esponente del gruppo “Corrente”, fautore dell’astrazione italiana, è il dipinto “Rocce”, cm 62,5×70 olio su tela, proposto a 15.000 euro.
Tra i pittori del ‘900 torinese non possiamo dimenticare una serie di dipinti del “Gruppo dei Sei”, qui rappresentati da Paulucci, Levi e Menzio.
Dell’astrazione piemontese non possono essere dimenticate le opere di Piero Ruggeri e Albino Galvano, queste ultime proprie del periodo MAC.
Segnaliamo, inoltre, una piccola mostra di Pietro Morando, presente con più di tredici opere che sviluppano le tematiche a lui più care: dai disegni di guerra, ai fraticelli, alle portatrici di pane.
Tra gli oltre 300 dipinti ricordiamo ancora opere di Tamburi, Salietti, Vellan, Diulgheroff, Sacheri, Emblema, Colombotto Rosso etc…
Il 20 maggio andrà in asta un’ampia sezione di Design distinta in due sessioni: emergono alcuni nomi che hanno fatto il design italiano del dopoguerra come Gio Ponti, Ico Parisi, Franco Albini, Marco Zanuso, Ettore Sottsass.
Saranno presenti aziende storiche come Fontana Arte, che con la sua maestria nell’arte vetraria ha prodotto decorazioni e oggetti di uso quotidiano di pregevole fattura; o come Stilnovo, specializzata nella creazione di oggetti per illuminazione di interni, vere e proprie opere d’arte. Non dimentichiamo l’eclettico fondatore e ideatore di molte lampade, Gino Sarfatti e la sua importantissima azienda: Arteluce.
Citiamo, infine, Angelo Lelli, fondatore di Arredoluce, di cui avremo un lampadario a murrine anni ’60 con base d’asta 2.500 euro.
Chiuderemo la sessione d’asta con il maestro del design italiano: Gio Ponti, del quale avremo poltrone, scrivanie e tavolini della nota produzione I.S.A. anni ’50. Di Angelo Mangiarotti, oggetti in marmo; di Ettore Sottsass, lampade che ne testimoniano l’estro creativo, sviscerato a partire dai colori sfarzosi ed apprezzati in tutto il mondo.
Le quattro tornate d’asta potranno essere viste in diretta TV su Canale Arte (697 Piemonte, 665 in Liguria e in tutto il mondo su www.canalearte.tv); alla sera sarà possibile seguire l’asta anche sul canale 891 di SKY.
È possibile partecipare all’asta, previa registrazione, tramite il sito www.santagostinoaste.it

www.santagostinoaste.it

 

2 Commenti

  1. antonio scrive:

    Buon giorno…volevo sapere se avete ancora qualche opera di irolli pratella o consalvo.in merito all asta precedente di maggio 2014.distinti saluti antonio lo rus

  2. Egregio sig. Antonio,

    alcune opere delle precedenti aste sono ancora disponibili, con piacere possiamo comunicargliele, ci chiami allo 011-4377770.

    In attesa di una sua comunicazione.

    Cordialmente,
    lo staff della casa d’aste

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