martedì , 21 agosto 2018
  • Davide Balossi, Colonne, 2016

  • Davide Balossi, Si sale si scende, 2017

  • Davide Balossi, Cloud, 2016-2017

  • Davide Balossi, Cane e gatto, 2017

  • Davide Balossi, VITAE, presso Manifiesto Blanco

  • Davide Balossi, VITAE, presso Manifiesto Blanco

  • Davide Balossi, VITAE, presso Manifiesto Blanco

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VITAE. Prima personale milanese di Davide Balossi

Davide Balossi presso Manifiesto Blanco fino al 17 febbraio

Conosciuto per le sue figure di donna scolpite nel legno a grandezza naturale, oggi Davide Balossi ci racconta tante piccole storie attraverso minuscole figurine nere. Le sue opere si sono fatte più astratte, ma le persone, e le relazioni che le uniscono (o dividono), sono rimaste protagoniste della sua poetica.

“Ho studiato il progetto della mostra nel mio studio insieme al Team di Manifiesto Blanco. L’istinto era quello di esporre solo le figure nere, risultato di una lunga ricerca. Ho poi maturato l’idea di aggiungere alla narrazione della mia mostra, le diverse fasi che mi hanno portato ad un colore così intenso ed assoluto come il nero.” E così il pubblico milanese potrà conoscere sia il nuovo linguaggio dell’artista che alcuni esempi di sculture in legno naturale, dove ancora si riconoscono venature ed essenze. Fa piacere poter apprezzare in un solo colpo d’occhio due fasi così diverse della ricerca scultorea di questo giovane artista e insieme a lui, in questa intervista, scopriremo le storie che stanno dietro alle sue figure.

Davide Balossi, Sezione 2016

Davide Balossi si è innamorato da giovane della scultura, della manualità, e decide di andare a studiare in Val Gardena. “Ho iniziato facendo sculture con la plastilina, la terracotta e l’argilla, ma la vera libertà l’ho sentita lavorando il legno. Questo materiale mi porta dall’idea a forme che non mi aspetto. E’ anche per questo che sono arrivato a realizzare figure piccole, per disegnarle direttamente nel legno senza dover preparare un progetto, come richiedono invece le sculture di grandi dimensioni.” La materia scelta dallo scultore rispecchia la sua indole. Rappresenta il desiderio di un sognatore, che insegue i ritmi lenti della natura e vede nascere passo dopo passo la sua creatura. E così per Davide il legno è anche un’idea di vita.

“Osservo molto la natura. L’andamento degli anelli di accrescimento della pianta, ad esempio, mi ha suggerito l’idea di un paesaggio, un’alba o un tramonto, qualcosa di bello da contemplare insomma. Ho voluto aggiungere alla composizione una figura, appunto in contemplazione, e così è nata la scultura Sezione“.

Nelle sue opere in legno naturale si intravedono le venature delle diverse essenze, a volte appena mascherate da un leggero strato di colore. Colore che segue l’andamento irregolare della superficie, dove è volutamente lasciato in evidenza il lavoro dell’artista.

Asettica è una figura femminile ispirata da una modella di una rivista patinata, ma come non pensare guardandola  alla regina di una popolazione antica?

La panchina è l’ultima opera in cui l’artista usa il legno naturale. Un ritorno alle prime fasi del suo percorso. L’evoluzione del suo lavoro è, invece, verso figure nere. “Perché il nero? Per allontanarmi dal lavoro accademico. È stata in parte una scelta estetica, creando la scultura da essenze di legno diverse, ma ho voluto soprattutto negare la visione immediata delle opere per spingere l’osservatore a guardare i dettagli”.

Ogni volta che in questa mostra vi guarderete intorno vi troverete davanti ad una piccola o grande storia. Sul muro a lato della vetrina, ad esempio, una piccola scala formata da sezioni di tronco sale verso l’alto, lungo il percorso una figura femminile e in alto una sedia. E’ l’opera Steps “Ognuno cerca un posto in cui andare. Perché andiamo in quella direzione? E’ il nostro fisico che ci porta, ma in realtà sono le emozioni a guidarci.”

Cane e gatto Un uomo e una donna che litigano, come i loro animali domestici? Che si incontrano per la prima volta? Che parlano? Che si lasciano? Le sue opere sono sempre evocative di storie, immagini ed emozioni, spesso molto diverse da quelle narrate dal titolo con cui Davide gioca a spiazzare lo spettatore. A volte solo per suggerire nuove visioni.

Cloud Si, il titolo di quest’opera rimanda subito, e non è un errore, al nome del sistema di archiviazione Apple, ma Davide ne prende il significato letterale trasformandolo in modo poetico in tante piccole storie. E così in un cielo virtuale vagano ricordi ed emozioni ognuno sulla sua nuvola. Piccole figure raccontano le loro storie e due di queste, un uomo e una donna, si incontrano …cosa accadrà?

In Si sale si scende le figure si allontanano o si avvicinano a seconda del punto da cui le guardiamo. Le età, opera che dà il titolo alla mostra, recupera la memoria delle diverse fasi della vita. Così come fisicamente riporta in vita le gambe di un vecchio tavolo in legno, trasformate in colonne oniriche che tengono in sospeso le figure.

Ancora le relazioni sono dietro l’opera Colonne. Davide si interroga sui rapporti umani nei social network. “Ognuno è parte di un gruppo e allo stesso tempo è solo, come queste figurine disposte su tre isole che non poggiano direttamente a terra ma su lunghe colonne in bilico. Sono insieme ma non si parlano. Assorte e malinconiche non comunicano tra di loro. E, come loro, nella realtà virtuale ognuno di noi è concentrato su se stesso”.

In mostra anche collage, piccoli progetti per abbozzare un’idea, e acquerelli, non preparatori ma opere a se stanti realizzate a posteriori.

In mostra fino al 17 Febbraio

Manifiesto Blanco

Dal martedì al sabato ore 16-19.00

Via Benedetto Marcello, 46

www.manifiestoblanco.com

About Diana Cicognini

Diana Cicognini
Diana. Dea cacciatrice! Il mio territorio è Milano, la mia preda l'Arte ... che racconto, scrivo, disegno (dipingo) e metto in mostra. La mia Canon mi accompagna sempre per testimoniare la bellezza e là dove il mio obiettivo fotografico non arriva...un grazie dichiarato ad artisti, gallerie ed uffici stampa che mi concedono "uno scatto" per le mie parole.

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2 Commenti

  1. Grazie infinite, Diana! Come sempre, sei riuscita ad entrare nel “nucleo” dell’universo espressivo di Davide Balossi, con la consueta curiosità e delicatezza…
    Davvero brava!!!
    E grazie per l’attenzione che ci riservi, seguendo il nostro percorso di condivisione dell’arte.

    p. MANIFIESTO BLANCO
    Cristina Abbiati

  2. Ciao Diana,

    ti ringrazio molto per il bell’articolo che hai scritto sulla mostra “VITAE”, in corso presso ManifiestoBlanco.
    Sono rimasto piacevolmente sorpreso per come tu sia riuscita a cogliere, attraverso le tue parole, il pensiero che cerco di comunicare in ogni mia scultura.

    Grazie.

    Davide Balossi

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