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#INSTACITY – Intervista ad Andrea Gnocchi

MILANO E LE ALTRE. Le grandi metropoli nella personale di Andrea Gnocchi allo spazio Tadini di Milano
Un’intervista all’artista per entrare nei segreti della sua pittura di luce, scoprirne lo stile e i virtuosismi tecnici e capire la genesi di un’opera d’arte.

Instagram è milioni di fotografie per arrivare dall’altra parte del mondo in un secondo. #INSTACITY è la mostra personale di Andrea Gnocchi, dove l’Arco della Pace di Milano dialoga con l’Arc de Triomphe di Parigi, dove possiamo camminare tra le rappresentazioni pittoriche reali dei suoi “Viaggi Pop”, come lui stesso li definisce. Mete accessibili e facilmente raggiungibili, che sono nell’immaginario di tutti noi perché già visitate o sognate.

Il percorso della mostra, realizzata in collaborazione con Casa D’Arte San Lorenzo, ci introduce all’esposizione di due mostre fotografiche su Milano, che si svolgono negli stessi giorni presso lo Spazio Tadini di Milano.

#Instacity – Torre Velasca – Spazio Tadini


Iniziamo dal principio. Perché la scelta dello Spazio Tadini di Milano?

“Questa mostra è la realizzazione di un progetto pittorico completo durato un anno. La visione fotografica che caratterizza ogni dipinto, il fatto che una parte importante del progetto sia dedicata a Milano e i precedenti rapporti della mia Galleria con Francesco Tadini hanno reso naturale la scelta di questo spazio. E soprattutto, dopo una lunga assenza, sentivo l’esigenza di fare una mostra nel mio territorio”.

#INSTACITY, un titolo curioso per una mostra pittorica.

“Chi non va a Venezia e rimane affascinato da Santa Maria della salute o a Pisa e si fa un selfie con la torre pendente? Tutti oggi grazie ai social diventiamo testimoni di momenti unici, scattiamo una fotografia con il cellulare e, grazie agli strumenti di editing a disposizione, creiamo la nostra piccola opera d’arte. Io ho voluto usare il filtro della mia pittura, partendo da un’immagine che tutti avrebbero potuto realizzare. Le fotografie scattate durante i miei viaggi sono il canovaccio per disegnare la base dei miei dipinti. Ho usato la mia tecnica per ricreare una pagina Instagram reale, dove le opere che riproducono i miei viaggi si possano vedere dal vivo. L’unico quadro più ricercato a livello tematico è Palazzo Donn’Anna di Napoli, un palazzo del XVII secolo, che ho voluto rappresentare per la storia che ha dietro. E’ uno di quei posti che solo i napoletani veri conoscono”.

A Milano hai dedicato diversi lavori, cosa ti ha guidato nella scelta dei monumenti simbolo della città?

“Il percorso Milanese rappresenta si i luoghi simbolo, ma anche l’evoluzione che Milano ha avuto dopo EXPO. E’ diventata una capitale europea a tutti gli effetti, facendo un passo avanti nell’evoluzione verso il concetto di città metropolitana rispetto al resto d’Italia.
Ho scelto da una parte un Palazzo come la Torre Velasca, che ha vissuto dei momenti di splendore per essere poi ignorato e tornare di nuovo in auge ora, per la vicinanza forse con le nuove costruzioni; dall’altra ho voluto rappresentare Piazza Gae Aulenti, che è stata trasformata in un’opera d’arte e rappresenta un luogo culto di Milano”.

#Instacity – Tour Eiffel Parigi – Andrea Gnocchi


Che rapporto c’è tra le tue opere e la fotografia?

“La maggior parte delle mie opere parte da un’idea fotografica. Nei miei lavori le prospettive sono portate all’estremo, l’esecuzione è molto precisa, senza una base geometrica non starebbero in piedi. Devo partire da un’immagine molto chiara. Solo così riesco a esprimere liberamente la mia creatività e giocare con la luce o gli effetti di dripping – il colore schizzato sulla tela”.

Come sei arrivato a questa tecnica?

“Tratto sempre il mio lavoro come se fosse astratto. Quando dipingo ho sempre cercato di divertirmi, al di là del soggetto che rappresento, per me sono importanti i segni pittorici. Sono partito da un lavoro di accumulo e sovrapposizione di materiali diversi nella stessa opera per arrivare, man mano, ad utilizzare solo acrilico e smalto a base d’acqua. Mi sono reso conto che il lavoro aveva bisogno di essere pulito.
Il mio lavoro si basa principalmente su una pittura di luce, per vedere se il quadro è equilibrato, se funziona, socchiudo gli occhi e guardo solo gli scuri e la luce – il bianco e il nero. Tra tutti i lavori in mostra, la Tour Eiffel di Parigi è quello che ha un’impostazione diversa. Utilizzare in pittura il colore nero è molto difficile, perché rimanda subito al buio e all’assenza di luce. Essere riuscito a realizzare un quadro così grande che, nonostante lo sfondo completamente nero, riesca invece ad avere un’imponenza così spettacolare … lo devo dire lo considero un virtuosismo personale. Ho realizzato la mia idea”.

Quanto è importante per te la relazione dello spettatore con il quadro?

“La tecnica è importante, ma mi piace molto lavorare anche sul coinvolgimento fisico dello spettatore e sullo stimolo del ricordo. Ad esempio, nel dipinto in cui rappresento Piazza Duomo sono andato al di là di ciò che essa rappresenta nell’immaginario collettivo. Sono riuscito a trovare un taglio prospettico che, in un quadro dallo sviluppo estremamente orizzontale, restituisca allo spettatore la sensazione di essere come inglobato all’interno della piazza stessa. Lo scopo della mia arte, al di là di una soddisfazione personale, è che il mio collezionista acquisti perché vuole vedere continuamente il quadro, non solo in ottica di investimento. Il mio lavoro entra a fare parte della sua vita e questa mostra ne è un esempio perfetto, perché rappresento luoghi che possono avere un significato speciale per chi li acquista”.

Adesso siamo pronti anche noi per entrare nel mondo delle immagini pittoriche di Andrea Gnocchi. Buona visita a tutti!

#INSTACITY
dal 20 settembre al 15 ottobre 2017
Casa Museo Spazio Tadini, in memoria di Emilio Tadini
Via Niccolò Jommelli 24, 20131 Milano
Apertura mostra da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19 e domenica dalle 15 alle 18.30
Ingresso alla Casa Museo e visita a tutte le mostre in corso: 5 euro – Bambini gratis.

www.spaziotadini.com

www.andreagnocchi.com/

About Diana Cicognini

Diana Cicognini
Diana. Dea cacciatrice! Il mio territorio è Milano, la mia preda l'Arte ... che racconto, scrivo, disegno (dipingo) e metto in mostra.

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