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Studio Fornaresio. Linea e contenuto secondo Schiele

Egon Schiele, Melanie Schiele, 1908, courtesy Studio Fornaresio
Egon Schiele, Ritratto di Melanie Schiele, 1908, courtesy Studio Fornaresio

Egon Schiele, “Melanie Schiele”, 1908, in permanenza presso lo Studio Fornaresio a Torino

Il contorno, isolato da Egon Schiele all’esterno di un vuoto necessario, inizia ad agire come puro elemento grafico. Un’analisi sulla concezione del segno a partire dall’opera esposta allo Studio Fornaresio…

Nel 1909 Egon Schiele esordisce a Vienna con una mostra dei Neukunstler. L’artista è anche il principale teorico del gruppo di artisti che espongono alla galleria di Gustav Pisko. Così scrive, definendo le convinzioni estetiche della corrente: “L’artista del Neukunstgruppe è e deve necessariamente essere se stesso, deve essere un creatore e saper creare i propri fonadamenti artistici senza utilizzare tutto il patrimonio del passato e della tradizione”. Il manifesto per l’esposizione, illustrato da Anton Faistauer, mostra l’aspirazione verso un’arte innovativa. La cesura con l’Art Nouveau è ormai evidente: le figure e i tratti devono essere essenziali e concentrare il massimo dell’espressività in pochi movimenti. Il ricorso a forme semplici deve porsi come mezzo privilegiato per segnalare con vigore le esperienze interiori dell’uomo contemporaneo.
Di questo gruppo fanno parte i pittori e incisori Hans Massmann e Anton Peschka, che Egon proprio in quell’anno ritrae in due prove fondamentali per la sua maturazione artistica. Con queste opere, Schiele affina le propria capacità di ritrattista e, al tempo stesso, tenta di venire a patti con il gusto dell’epoca. I quadri sono ancora concepiti, à la manière de Gustav Klimt, attraverso la sovrapposizione di piani. Plasticità e volume sono conseguiti tamite il contrasto che si crea tra lo sfondo, ancora di carattere decorativo, un livello intermedio ed il personaggio in evidenza. L’intento è quello di fare in modo che la rappresentazione principale appaia come sbalzata all’esterno dell’opera. Lo spettatore deve avere l’impressione sensibile che il soggetto si avvicini in una sorta di illusorio rilievo. Nel corso del suo primo periodo espositivo, l’artista sta giungendo a questi effetti attraverso la pratica del disegno. Osservando il ritratto della sorella Melanie, eseguito nel 1908, possiamo notare come l’autore tenti di isolare i volumi all’esterno di un vuoto necessario, condizione inevitabile per soluzioni espressive che possano fare leva, a livello sensibile, su concetti di peso e percezione. In quest’opera, la linea assume un valore autonomo rispetto al corpo da essa definito. Il contorno riesce ad agire come elemento grafico puro. L’esercizio del disegno può essere considerato, in questo periodo del percorso artistico di Schiele, come un genere artistico a tutti gli effetti. Liberando la pittura dall’obbligo di dipingere completamente una superficie per considerare l’opera definitivamente compiuta, solleva l’arte dall’inevitabile intromissione di elementi decorativi e di sfondo. Il distacco dalle influenze fin de siècle e l’emancipazione dal naturalismo si giocano interamente nella nuova concezione della linea come forma autonoma, del segno come capacità di rimando ad altre soluzioni percettive.

STUDIO FORNARESIO
Via Le Chiuse, 1/a
10144 Torino
Tel. & Fax: 011-19702207
http://www.fornaresio.com/

About Ivan Fassio

Ivan Fassio
Poeta, scrittore, curatore d'arte contemporanea.

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