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sabato , 26 maggio 2018
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Soglie di Luce di Pietro Gentili

Alla Casina delle Civette inaugura, il 17 febbraio 2018, Soglie di Luce, le opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000, prima esposizione personale nella Capitale dopo la scomparsa dell’artista. Filo conduttore della mostra la luce come soglia verso un’altra dimensione.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Archivio Gentili e da Fabrica Associazione Culturale, è a cura di Claudio Cerritelli e Maria Grazia Massafra e sarà inaugurata venerdì 16 febbraio alle ore 16.00.

Assoluto, 1962; foglia d’argento e tempera, cm. 153×174
Arcangelo di luce gialla, 1981; sabbia, specchio, foglia argento e oro, tempera, cm. 112×112

La Casina delle Civette – Musei di Villa Torlonia nel suo splendido stile liberty ospita dal 17 febbraio al 27 maggio 2018 la prima mostra personale nella Capitale, dopo la sua scomparsa, “Soglie di Luce. Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000” con l’intento di farne conoscere l’universo artistico attraverso 50 opere tra quadri, sculture, gioielli, moduli tridimensionali realizzate utilizzando tempera, foglia d’oro e d’argento, sabbia, polvere di specchio, plexiglass, legno.

Tra scudi di angeli, cieli stellati, porte aperte su di uno spazio “altro”, giochi di superfici riflettenti, filo conduttore dell’esposizione è la luce come soglia verso un’altra dimensione. Come scrive Claudio Cerritelli l’immagine della “porta” si pone come luogo del mistero conoscitivo dell’arte, soglia dove si avverte il desiderio e la ricerca della luce spirituale, percepita nella vastità senza fine del tempo.

Scudi, 1990; struttura tridimensionale, tempera cm 162×72

Il percorso creativo di Pietro Gentili ha un carattere talmente singolare da escludere ogni possibile appartenenza al gioco delle tendenze artistiche contemporanee a causa della sua visione trascendente di spazio e tempo, per la sua autonoma ricerca di valori esistenziali che presuppongono una dimensione cosmica. Il mondo di astrazione del suo lavoro ha, tuttavia, attinenze dirette con tutto un filone di arte contemporanea di carattere mistico-simbolico- spiritualistico che si rifà al mondo orientale, alla religione e alla filosofia Zen.

Secondo Pietro Gentili ogni artista dovrebbe, con generosità, donare al mondo la bellezza del proprio cuore e non i suoi disagi, la poesia struggente della propria anima e non le sue pene.
Fondamentale, per lui, la ricerca della bellezza e l’arte come ricerca, come armonia spirituale, come mezzo per raggiungerla. Per Gentili l’immagine della bellezza che trapassa l’anima è legata alla luce, all’aspetto immateriale della creazione, all’immediatezza dell’eterno presente.

Il cielo, 1975; tempera e foglia oro
Rifrazioni di luce in movimento, 1968; specchi, alluminio e tempera, diam. cm. 120

Tutte le opere in mostra ci parlano di una ricerca dell’assoluto, di un viaggio spirituale che esalta l’armonia e il mistero della luce, misura di tutte le cose. Anche la tecnica utilizzata ci parla di questo: l’uso della foglia d’oro si alterna all’argento per ottenere un senso di smaterializzazione della superfici. E così lo specchio, da cui sprigiona la dialettica tra realtà e finzione, artificio e natura, razionalità e sensibilità emozionale. Allo stesso modo la “porta” indica il senso di apertura verso l’altrove, luogo di congiunzione dell’umano e del sacro, confine aperto
verso l’intera luce del creato.

L’equilibrio tra la visione interiore e l’atmosfera dell’ambiente esterno traspare anche nelle scultore. Ugualmente i gioielli sono immaginati per essere indossati da una figura di donna stilizzata, tutta concentrata nel sogno dei valori interiori. Come per le ricerche plastico-pittoriche, nel caso del gioiello tutto è immaginato in relazione a un corpo legato alla dimensione sacrale della bellezza di cui Gentili interpreta l’aspetto mistico e spirituale. I monili intervengono direttamente sull’immagine femminile, trasformando la donna moderna quasi in sacerdotessa di una nuova religione della luce.

Porta, 1995; foglia d’argento, specchio, legno, altezza cm. 20
Collana carré con orecchini, 1971; tela, tempera, foglia oro, specchi

Per l’Artista la funzione dell’arte è di condurre l’uomo alla scoperta della bellezza, alla percezione del dio in noi. Bisogna ascoltare la voce del cuore come guida di ogni azione creativa. Gentili immagina la figura dell’artista come portatore di luce che rivive il dramma mitico di Prometeo, titano amico dell’umanità e del progresso che ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini.

Struttura tridimensionale, 1973; tempera, cm. 162×72

Pietro Gentili nasce a San Vito Romano nel 1932. Dopo essersi trasferito giovanissimo a Roma, dove inizia i suoi studi d’arte, nel 1959 e nel 1962 si reca a lungo negli Stati Uniti. Al ritorno si stabilisce a Firenze e nel 1965 si trasferisce a Milano, dove alterna la sua attività pittorica alla collaborazione con la stilista di moda Germana Marucelli, creando gioielli per le sfilate di alta moda. In questi anni compie numerosi viaggi all’estero e soggiorna in Svizzera, in Francia a Parigi e in Inghilterra. Il viaggio più significativo e determinante, che amerà ricordare come
“viaggio dell’anima”, è, nel 1976, quello in India. Il contatto con le culture orientali ricoprirà un ruolo determinante nello sviluppo della sua opera e del suo pensiero. Nel 1978 si trasferisce a San Vito Romano in campagna dove realizza quattro “oasi di pace”, spazi meditativi con opere pittoriche e scultoree sia all’interno che all’esterno. Negli anni successivi compie altri viaggi in Europa e in Asia Minore. Dal 1983 al 2001 vive e lavora a Milano, che lascia nel 2002 per vivere tra Roma e San Vito Romano; è qui che muore nel 2008.

Templi di Colle Oppio. La dimora azzurra (interno)

APPUNTAMENTI
Domenica 4 marzo – ore 17.00
Incontro – Intervista con Emanuela Gentili a cura di Maria Grazia Massafra
Sabato 21 aprile – ore 17.00
Incontro – Intervista con Emanuela Gentili a cura di Maria Grazia Massafra
Domenica 6 maggio – ore 17.00
Conferenza “Incontro con l’arte di Pietro Gentili” a cura di Claudio Cerritelli

Le iniziative sono gratuite. È necessario essere in possesso del biglietto del museo da acquistare presso il Casino Nobile

Primavera, 1996; gessetto su carta, cm. 123×260

INFORMAZIONI

Mostra: “Soglie di Luce. Opere di Pietro Gentili dal 1970 al 2000”
Sede: Musei di Villa Torlonia, Museo della Casina delle Civette, via Nomentana 70, Roma
Apertura al pubblico: 17 febbraio – 27 maggio 2018
Curatori: Claudio Cerritelli e Maria Grazia Massafra
Anteprima stampa: venerdì 16 febbraio ore 11.30
Inaugurazione: venerdì 16 febbraio ore 16.00
Orario mostra: martedì – domenica 9.00 – 19.00
La biglietteria chiude 45 minuti prima
INFO 060608
Biglietto d’ingresso Casina delle Civette: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto.
La mostra è parte integrante della visita.
Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto.
Ingresso gratuito per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana la prima domenica del mese.

Per ulteriori informazioni:
cell. 347/4497166
sito: www.pietrogentili.com

About Beatrice Pagliani

Beatrice Pagliani
Curiosa e dinamica, appassionata d'arte e fotografia, amante del cinema e dei viaggi.

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