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venerdì , 19 ottobre 2018
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Roy Lichtenstein, Crying Girl © Estate of Roy Lichtenstein / SIAE 2018

Roy Lichtenstein e la Pop Art americana

Dall’8 settembre al 9 dicembre, presso la Fondazione Magnani-Rocca di Marmiano di Traversetolo, Parma, la mostra dedicata a Roy Lichtenstein e alla Pop Art

Una retrospettiva dedicata a uno dei più grandi artisti del XX secolo, Roy Lichtenstein, che con il suo lavoro ha influenzato grafici, designer, pubblicitari e altri artisti ieri come oggi, e alla corrente della Pop Art americana, di cui fu uno dei massimi esponenti. È quella allestita dalla Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo, presso Parma.

La mostra a cura di Walter Guadagnini e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione Magnani-Rocca, che resterà aperta dall’8 settembre al 9 dicembre 2018, riunisce oltre 80 opere dell’artista e di altri grandi protagonisti della Pop Art americana per evidenziare sia la sua originalità che la sua appartenenza a una specifica corrente.

A confronto con le opere di Lichtenstein, infatti, sono proposti lavori di Andy Warhol, Mel Ramos, Allan D’Arcangelo, Tom Wesselmann, James Rosenquist e Robert Indiana.

Allan D’Arcangelo, Smoke dream 1, 1963

Roy Lichtenstein (New York 1923-1997) è, insieme a Andy Warhol, la figura più rappresentativa e più conosciuta della Pop Art, e dell’intera storia dell’arte della seconda metà del XX secolo. Il suo caratteristico stile mutuato dal retino tipografico, il suo utilizzo del fumetto in ambito pittorico, le sue rivisitazioni pop dell’arte del passato lontano e recente sono entrate non solo nella storia dell’arte ma nell’immaginario collettivo.

In virtù di questa sua fama e della sua centralità, Lichtenstein è stato oggetto di numerose mostre antologiche in giro per il mondo, che ne hanno ripercorso la lunga carriera, iniziata negli anni Cinquanta, giunta a un punto di svolta nei primissimi anni Sessanta, consacrata nel corso dello stesso decennio e proseguita con coerenza e costante riscontro sino alla scomparsa avvenuta nel 1997.

La mostra alla Fondazione Magnani-Rocca si articola in due sezioni principali. La prima è dedicata alla stagione iniziale della Pop Art, quegli anni fra il 1960 e il 1965 in cui nascono le icone dell’artista tratte dal mondo dei fumetti e della pubblicità.

Roy Lichtenstein, Little Aloha, 1962 © Estate of Roy Lichtenstein / SIAE 2018

Questo periodo è rappresentato da autentici capolavori come “Little Aloha” (1962) e “Ball of Twine” (1963), ma anche da una rarissima opera degli inizi come “VIIP!” (1962), e da una serie di opere grafiche, tra cui spiccano “Crying Girl” (1963) e “Sweet Dreams, Baby!” (1965), le più celebri rielaborazioni delle tavole dei fumetti che ancora oggi identificano non solo Lichtenstein ma un intero decennio della storia dell’arte e del costume del XX secolo.

A fianco di queste opere, Lichtenstein inizia alcune serie che hanno come riferimento da un lato la storia dell’arte (le figure ispirate a Picasso e a Matisse, ad esempio, ma anche dal Surrealismo, come la celeberrima “Girl with Tear” (1977) che giunge in via straordinaria dalla Fondation Beyeler di Basilea), dall’altro il grande tema dell’astrazione pittorica (esempi di questo genere sono la serie dei “Paesaggi” e quella dei “Fregi”, che prendono avvio nei primi anni Settanta).

Sono i dipinti che testimoniano la varietà e la complessità della visione del del pittore e che aprono nuove interpretazioni sia sulla sua opera che sull’intera stagione della cosiddetta Pop Art. A queste è dedicata la seconda sezione della mostra.

Anche in questo caso, alle opere di Lichtenstein si affiancano quelle dei suoi coetanei. Tra le più interessanti, le astrazioni numeriche e letterarie di Robert Indiana (con un prezioso “FOUR” degli anni Sessanta e una celebre scultura “LOVE”), il ciclo “Flowers” di Andy Warhol.

Robert Indiana, FOUR, 1965

La mostra è poi punteggiata da alcune serie di fotografie che ritraggono l’artista all’opera nel suo studio. Gli autori sono due protagonisti della fotografia d’arte italiana, Ugo Mulas e Aurelio Amendola, che, in diversi momenti, hanno ritratto Lichtenstein: in questo modo non solo si può entrare nell’officina dell’artista, ma anche leggere il rapporto che sempre ha legato la cultura italiana al pittore.

Quello che rende unica l’esposizione è il principio di lettura complessiva della creatività dell’artista che permette di apprezzare Lichtenstein nella sua interezza, affrontando tutte le stagioni e tutti i temi della sua arte. La mostra può essere letta in due modi diversi, considerando i diversi temi secondo il tradizionale ordine cronologico oppure analizzandoli sotto diversi punti di vista, seguendo la metodologia di Lichtenstein stesso.

Una retrospettiva che racconta non solo uno dei maggiori artisti del XX secolo ma anche un periodo di grande fermento culturale e artistico e le derivazioni che ancora oggi, Lichtenstein e la Pop Art, hanno sull’immaginario collettivo, sul mondo della pubblicità, della grafica e naturalmente dell’arte.

 

Roy Lichtenstein e la Pop Art americana

Fondazione Magnani-Rocca
via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma)

8 settembre- 9 dicembre 2018
Martedì-venerdì 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
Sabato, domenica e festivi 10-19 (ultimo ingresso ore 18).
Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre
Lunedì chiuso

info@magnanirocca.it | www.magnanirocca.it

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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