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Quaderni Ibero-Americani. Il Premio

Quaderni Ibero-Americani
Quaderni Ibero-Americani

Con il Premio Quaderni Ibero-Americani, la Spagna ospite d’onore a Roma dal 3 al 6 giugno 2015

Roma si trasforma ogni anno per un giorno in Capitale della Cultura in Lingua Spagnola e Portoghese in occasione del Premio Quaderni Ibero-Americani, che si tiene dal 2013 a Palazzo Nùñez Torlonia di via Bocca di Leone. Il Premio è nato da un’idea del Comitato Scientifico dell’omonima rivista, che raduna ispanisti di quarantacinque università.

I Quaderni Ibero-Americani sono la più antica pubblicazione di ispanistica del nostro Paese. L’organizzatrice del Premio, la docente di Letteratura Spagnola all’Università di Roma Tre Patricia Martelli, da anni lavora perché il Premio possa rappresentare le salde relazioni culturali tra il territorio spagnolo e quello italiano. Per questo e per favorire la conoscenza e la divulgazione della cultura e della letteratura iberica si è scelta dal primo anno come sede lo straordinario palazzo Torlonia. Tra i giurati del Premio Quaderni Ibero-Americani, nomi di richiamo, tra cui Ramon Pernas, Alfredo Conde, José Marìa Paz Gago, Bruno Damiani, José Luis Gotor, Giulia Lanciani. Nel Comitato d’onore, Donna Olimpia Torlonia, Don Juan Maria de Aguilar, Don José Antonio Bordalli, Giorgio Assumma, Giuseppe Bellini, Giuseppe Tavani e Raffaele Nigro.
Alfredo Conde è stato premiato dai Quaderni Ibero-Americani nel 2013 per il romanzo “Il mistero del Santo sul cammino di Santiago” pubblicato in Italia da Gaffi Editore nel 2012 (titolo originale “Huesos de Santo”, 2010). In una storia a metà tra il poliziesco, sulla scorta di quel maestro indiscusso che è stato Manuel Vasquez Montalban, la scrittura di reportage e l’indagine psicologica, Alfredo Conde conduce il lettore nel cuore di Santiago di Compostela, una città che vive all’ombra della figura di San Jacopo, accompagnando il commissario-capo Andrés Salorio nella ricerca di un assassino che lo porterà fin dentro i meandri della cattedrale millenaria. Sullo sfondo, la città medievale, con i suoi luoghi di aggregazione, i vecchi ristoranti, i palazzi storici e il peso del suo eccezionale passato. Alfredo Conde, che non è un giallista né vuole fermarsi a questo, prova a tracciare un bilancio della sua generazione, quella che va dal dopoguerra all’era franchista.
Nato in Galizia, nell`estrema regione a nord ovest della Spagna, nel 1945, il vincitore del Premio Quaderni Ibero-Americani 2013 Alfredo Conde ha diviso la sua vita tra l’attività di insegnante e quella di politico (è stato membro del Parlamento di Galizia e ministro regionale per la cultura dal 1978 al 1990). Il mare è una delle sue passioni; la sua narrativa ben si intona con i venti e col destino marinaresco della Galizia. Questa terra, allo stesso modo in cui Conde ha definito a suo tempo i territori di Otranto, Castro e Leuca, è il finis terrae, l’estremo lembo del mondo occidentale. Già nel volume “Scrittori in Puglia” curato dal Premio Grinzane Cavour, in cui Conde appare accanto a Mempo Giardinelli, Björn Larsson, Vladislav Otrošenko e Andreas Stàikos, lo scrittore galiziano immagina lo Ionio e l’Egeo come il suo Atlantico e pensa alla terra degli dei greci, oltre l’orizzonte marino, come luogo per eccellenza del metafisico irraggiungibile. Predisposto a cogliere l’incanto dei luoghi, di “una terra che brulica di trulli rotondi come preghiere e che sorregge ulivi contorti dai venti” Conde contempla la diafanità, il colore, la trasparenza del mare “abbandonandosi a quello che gli detta il cuore”. Allo stesso modo, in Galizia, territorio che ha sofferto di una certa lontananza dall’Europa e affacciato su un mare destinatario di una singolare marginalizzazione geografica, vanno i pellegrini del cammino di Santiago a bagnarsi, come avviene nel nord della Francia, a Mont Saint Michel, nelle spiagge di un altro confine naturale, sospeso tra rocce e venti. Posizioni geografiche privilegiate per lo scrittore premiato dai Quaderni Ibero-Americani: zone periferiche che contengono inevitabilmente qualcosa di misterioso e sacro.
Autore di testi sia in spagnolo che in galego, l’antica lingua medioevale della Galizia, Alfredo Conde è uno dei più rappresentativi scrittori della sua terra. La sua opera più importante, «Il Grifone», è stata pubblicata dagli Editori Riuniti. Tra i suoi romanzi in gallego ricordiamo «Los otros días» (1991, Premio Nadal), «Romasanta: Memorias inciertas del hombre lobo» (del 2004) da cui è stato tratto il film «I delitti della luna piena» di Paco Plaza. Tra le sue opere in lingua spagnola ricordiamo «Breixo» (1981), «Siempre me matan» (1995), «Azul Cobalto. Historia posible del Marqués de Sargadelos» (2001), «Memoria de soldado» (2002) e «Maria de las batallas» (2008).
Lo scorso anno, per l’edizione 2014 del Premio Quaderni Ibero-Americani, il vincitore Javier Reverte è stato ancora una volta riconosciuto come uno dei più brillanti scrittori spagnoli, tra i più importanti nel panorama della letteratura di viaggio. L’autore è noto in Italia per la pubblicazione con Mondadori di una delle sue opere più famose, Vagabondo in Africa (2000): secondo volume della “Trilogía de África”, un itinerario tra presente e passato sulle tracce di Joseph Conrad e dell’incancellabile eredità del colonialismo bianco, alla scoperta delle più affascinanti leggende del continente nero. Il suo ultimo romanzo, “El tiempo de los héroes” (2013), fa ritorno invece alla Spagna del 1939 e ai giorni cruciali che precedettero la sconfitta di Madrid, regalando un ritratto vivido, umano e al tempo stesso epico, dei protagonisti di quei tempi difficili.
Proprio il 19 giugno 2014, nel giorno dell’incoronazione di Felipe VI, in un grande evento dedicato alla consegna del Premio Quaderni Ibero-Americani, Javier Reverte è stato accolto tante personalità del mondo della politica, della letteratura, delle ambasciate e del giornalismo, come l’ospite d’eccezione Candida Morvillo, al suo esordio nella narrativa. Tra gli altri, l’ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede, Eduardo Guitierrez Saenz de Buruaga, Maretta Scoca, Milagros Frias; Luca e Rosanna Gastini, Nicola Carlo Benedetti, Renata Carpinelli, Marco Milocco, Flaminia Marinaro, Mario Andreose, Melania Rizzoli e Maria Paola Pennetta. Il palazzo che ha accolto gli invitati dei Quaderni Ibero-Americani è stato messo a disposizione da Donna Olimpia Torlonia Weiller dei Principi di Civitella Cesi. Nel corso della stessa serata è stato assegnato anche assegnato il premio speciale Quaderni Ibero-Americani Opera Prima all’editorialista del «Corriere della Sera» Candida Morvillo, per il suo esordio letterario “Le stelle non sono lontane” (Bompiani). L’avvenimento, di rilevanza internazionale, è stato promosso, come sempre, dalla direzione di Ámbito Cultural de «El Corte Inglés», dall’Università di Salamanca e dall’Associazione Via Borgognona e Piazzetta Bocca di Leone.
Il Premio “Quaderni Ibero-Americani 2015” verrà assegnato allo scrittore Bernardo Atxaga.

http://www.quaderniberoamericani.org/

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