martedì , 20 novembre 2018
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Pietro Gagliardi. Intervista su Inediti2 e Gas

Fabio Viale, Palloncino Aerospaziale installato presso Gas Art, coutesy Pietro Gagliardi
Fabio Viale, Palloncino Aerospaziale installato presso Gas Art, coutesy Pietro Gagliardi

inediti 2, Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Giuliana Cunéaz, Glaser / Kunz, Ahmad Nejad, dal 25 settembre al 18 Ottobre 2014, Gas – Gagliardi Art System, Torino

In occasione della mostra “Inediti 2” – con opere di Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Giuliana Cunéaz, Glaser / Kunz, Ahmad Nejad – Canale Arte propone la seconda parte dell’intervista a Pietro Gagliardi, che ci presenta il linguaggio degli artisti esposti in galleria e ci svela le sorprese per “Inediti 3”: Fabio Viale, Ralf Kaspers, Frank Thiel.

Ivan Fassio: Come si è formato nel tempo il corpus di artisti che rappresentano la storia della galleria Gagliardi Art System?

Pietro Gagliardi: Li ho cercati, mi hanno cercato. A volte, mi sono stati proposti. Non c’è stata una modalità fissa. Credo di non aver mai esposto artisti con cui immaginavo difficile un dialogo e/o dei quali riconoscessi un valore, ma non mi sentissi di poter condividere il lavoro. Se, raramente, è capitato di scoprire una mancanza di sintonia, le strade si sono divise. Ho spesso dato spazio ad artisti che si esprimevano con la scultura, con lavori installativi o performativi, fotografia e video. Allo stesso tempo, ho dato evidenza a lavori con componente tecnologica o multimediale fondamentale. Ho privilegiato sempre un saper fare contemporaneo che entrasse in relazione con lo spettatore, consentendogli di portare a casa un sentimento, un significato, una visione.

I.F.: Il recente ciclo di mostre intitolato “Inediti” contiene una selezione di autori cresciuti nell’ambito della sua galleria. Quali sono i linguaggi e gli stili che hanno espresso e che continuano ad esprimere?

Pietro Gagliardi: Se incontrassi un artista che si lega la mano destra dietro alla schiena per riuscire ad esprimere il proprio sentire contemporaneo, gli farei violenza slegandogliela, costringendolo così ad esprimersi attraverso ogni capacità di fare che la natura o lo studio o l’esercizio gli hanno fornito. Un buon uso della tecnica, delle tecniche, avvicina il lavoro a molti ed è un colossale equivoco che l’arte la si debba fare per pochi eletti. Tutto il lavoro presentato, a qualunque media faccia ricorso, accomuna me e gli artisti nel desiderio di rendere l’arte uno spettacolo fantastico, a volte anche popolare. Per dovere di cronaca ricordo, inoltre, che in “Inediti 1 e 2” ho presentato lavori di Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Davide Coltro, Giuliana Cunéaz, Danile D’Acquisto, Richi Ferrero, Glaser/Kunz, Quan Knight, Ahmad Nejad, Paola Risoli, Aurore Valade, Jelena Vasiljev. Nella prossima mostra che si inaugurerà l’8 novembre, si potranno vedere opere di Fabio Viale, Ralf Kaspers, Frank Thiel, oltre ancora a Cunéaz, D’Acquisto, Glaser/Kunz.

I.F.: Alcuni dei suoi artisti presentano temi e strutture che li potrebbero avvicinare all’estetica del macchinismo e del fantasmagorico. Come si collocano nel panorama dell’arte contemporanea?

Pietro Gagliardi: L’arte è uno spettacolo fantastico, a volte anche popolare. Macchinismo e fantasmagorico sono quanto di più elitario e al tempo stesso popolare esista. La maniacalità con cui si perfeziona una macchina corrisponde al saper fare che altri artisti mettono in luce con scalpelli, pennarelli, pennelli, foto o videocamere, realizzazioni 3D. L’esito che scaturisce da queste macchine ne rende popolare la fruizione: spesso generano una sorpresa simile a quella che i ciarlatani ci offrivano tenendoci inchiodati col naso all’insù nelle fiere di paese. Questa produzione di cultura alta e, al tempo stesso, bassa rappresenta per me quanto di più contemporaneo esista. Lo spettatore, frequentando l’arte – frequentando la galleria, oserei dire – potrà facilmente costruirsi una personale corrente, in cui collocare i derivati estetici che qui trova. Potrà privilegiare le macchine, il fantastico o il visionario o… potrà “scansionare” l’interiorità degli artisti per scoprire quale parte del cervello scatena la creatività, quale custodisce l’originalità o l’autonomia e quale, invece, scava in profondità. Riconoscerà sentimenti comuni ad altri artisti della stessa galleria, per riuscire infine a trasformarli in linguaggio, flusso, coro, corrente.

inediti 2
Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Giuliana Cunéaz, Glaser / Kunz, Ahmad Nejad
dal 25 settembre al 18 Ottobre 2014
Gas – Gagliardi Art System
Direzione: Pietro Gagliardi,
Torino
http://www.gasart.it/

About Ivan Fassio

Ivan Fassio
Poeta, scrittore, curatore d'arte contemporanea.

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