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Pietro Gagliardi. Intervista # 3

Gagliardi Art System, Installation View, courtesy Pietro Gagliardi
Gagliardi Art System, Installation View, courtesy Pietro Gagliardi

inediti 2, Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Giuliana Cunéaz, Glaser / Kunz, Ahmad Nejad, dal 25 settembre al 18 Ottobre 2014, Gas – Gagliardi Art System, Torino

In occasione della mostra “Inediti 2” – con opere di Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Giuliana Cunéaz, Glaser / Kunz, Ahmad Nejad – Canale Arte propone la terza parte dell’intervista a Pietro Gagliardi, che ci espone la sua visione del sistema dell’arte e dei nuovi mezzi di comunicazione e condivisione. In attesa di “Inediti 3” con Fabio Viale, Ralf Kaspers, Frank Thiel…

Ivan Fassio: La globalizzazione del gusto nel mercato dell’arte contemporanea è andata di pari passo con la riconoscibilità del linguaggio come brand.
Ci sono valori che si collocano fuori dal mercato dei brand? Come è possibile riconoscerli?

Pietro Gagliardi: Anche NO GLOBAL o NO LOGO sono brand, vuol dire che in fondo risulta riconoscibile solo quel che è possibile identificare come brand, e in fondo è sempre stato così anche prima che la parola brand diventasse di dominio comune grazie alla diffusione del marketing avvenuta nel secolo scorso.
Credo che sia ingeneroso chiedere all’arte o agli artisti di sfuggire a questa logica. Ogni valore che venga espresso anche intimamente da un artista, sia che entri in dialogo con milioni di persone, sia che si limiti a un soliloquio di un autore impermeabile a tutto e tutti e determinato a difendersi caparbiamente dalla brandizzazione, trova una sua focalizzazione finale in termini di brand.

I.F.: La televisione e i mass media, parlando dell’arte contemporanea di solito pongono l’accento sul contenuto, meglio se è politicamente corretto (ecologia, il “no” alle guerre e alle discriminazioni); oppure su stili di vita omologati: argomenti confortanti e di facile divulgazione, ma che di per sé non garantiscono la novità del linguaggio con cui se ne parla. L’arte può ancora essere un canale per far emergere nuove forme di linguaggio? Oppure, oggi è costretta a prenderlo a prestito dal mondo dello spettacolo e della politica?

Pietro Gagliardi: La politica gode in TV e nei mass media in generale di una visibilità decisamente superiore allo spettacolo o alle altre forme di arte. Purtroppo sembra che fra le attività principali della politica, in combutta con i mass media, ci sia quella di una sistematica distruzione del linguaggio (o della logica che lo sostiene) per poter così manipolare meglio il popolo degli elettori rendendoli inoffensivi nelle decisioni fondamentali a cui sono chiamati.
In maniera residuale credo che l’arte possa essere artefice di nuove forme espressive e di linguaggio, ma, non vivendo gli artisti isolati dal mondo, il linguaggio sarà vittima comunque di una contaminazione.
Questo non è comunque importante, bisognerebbe infatti avere il coraggio di mettere in discussione l’originalità come valore prevalente del linguaggio artistico e parlare invece di senso o al massimo di riconoscibilità. Non sono certo che sia quanto fanno televisione e mass media.

I.F.: La colonizzazione americana del mercato dell’arte ha generato una situazione a senso unico in cui molti galleristi europei sono distributori di arte statunitense. Secondo Lei c’è una cultura artistica europea che invece può interessare gli Americani?

Pietro Gagliardi: Per quanto mi è dato di capire, gli Americani mi risultano affascinati dalla cultura artistica europea. Purtroppo il vecchio continente, se escludiamo da questo l’Inghilterra che fa come al solito una corsa a parte, non fa nulla per dissetarli, mancando di un vero sistema di sostegno alla scena artistica “locale”.
Unica eccezione l’hanno fatta alcuni coraggiosi galleristi che varcarono l’oceano nel secolo scorso facendo conoscere tra l’altro arte povera e transavanguardia.

I.F.: L’impiego dell’arte che le amministrazioni pubbliche fanno per lo sviluppo del territorio e del turismo, la proliferazione di eventi e fiere campionarie dell’arte contemporanea sono occasioni per comprendere ed apprezzare il lavoro degli artisti?

Pietro Gagliardi: Ci sono amministrazioni e amministrazioni, alcune tenendo conto dello sviluppo del territorio e del turismo trascurano le espressioni più contemporanee dell’arte che rimangono così al palo, senza possibilità di essere veicolate, comprese ed apprezzate dal largo pubblico.
Le fiere, ammesso che continuino ad esserci risorse per frequentarle, vista la crisi dilagante che coinvolge anche le gallerie, favoriscono un grande lavoro per ampliare la notorietà degli artisti, anche se la bulimica presenza di proposte artistiche in quei contesti, non consentirà ai visitatori di fare una approfondita conoscenza del lavoro degli artisti presenti.

inediti 2
Elizabeth Aro, Ennio Bertrand, Michelangelo Castagnotto, Giuliana Cunéaz, Glaser / Kunz, Ahmad Nejad
dal 25 settembre al 18 Ottobre 2014
Gas – Gagliardi Art System
Direzione: Pietro Gagliardi

Torino
http://www.gasart.it/

About Ivan Fassio

Ivan Fassio
Poeta, scrittore, curatore d'arte contemporanea.

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