mercoledì , 23 gennaio 2019
Home / Video / Reportage / Mostre / Konrad Mägi alla GNAM di Roma
Konrad Mägi, Rovine a Capri, 1922-23. Museo nazionale d’arte, Estonia

Konrad Mägi alla GNAM di Roma

Giovedì 11 gennaio alle ore 15, in Sala Via Gramsci si terrà un seminario di approfondimento su Konrad Mägi.

Konrad Mägi, Paesaggio con nuvola rossa, 1913–1914, Museo nazionale d’arte, Estonia

Intervengono Tiina Abel (Estonian Academy of Arts), Giovanna Coltelli (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Daniele Monticelli (Tallinn University), Aare Pilv (Under and Tuglas Literature Centre of the Estonian Academy of Sciences), Jaan Undusk (Under and Tuglas Literature Centre of the Estonian Academy of Sciences).

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma ‒ fino al 28 gennaio 2018. In concomitanza con l’avvio del Semestre di Presidenza Estone dell’Europa, l’Eesti Kunstimuuseum – Museo nazionale d’arte, Estonia e l’Ambasciata dell’Estonia in Italia promuovono la prima ampia mostra europea su Konrad Mägi (1878 – 1925), uno dei maggior artisti del Novecento estone, a cura di Eero Epner.  Capostipite dell’arte moderna estone, che seppe guardare alle esperienze europee della sua epoca, ma che ai tempi dell’URSS rimase sconosciuto al resto del mondo.

Konrad Mägi, Paesaggio di Otepää, 1918-20. Società degli studenti d’Estonia

Dipingeva la natura come se stesse facendo un ritratto, e ritrasse le (poche) persone come se stesse dipingendo la natura. Konrad Vilhelm Mägi (Rõngu, 1878 ‒ Tartu, 1925). Cresciuto nella campagna dell’ Estonia meridionale, portò sempre dentro di sé l’impronta dei luoghi della sua infanzia, e nelle sue tele si coglie, percepita come un qualcosa di vivo e di sacro, in particolare nei suoi elementi più eterei, come l’acqua, le nuvole, il cielo. Quella natura, idealizzata da un sentimento profondo, diviene quindi il rifugio da una modernità poco rassicurante.

Si scoprì pittore in età matura, Mägi fu un sognatore e un utopista, incline alla solitudine e alla contemplazione. Infatti, nella sua vita, le città lo attrassero sempre molto poco, così come non lo interessavano il progresso tecnologico e la politica di massa, mentre è la natura il soggetto delle sue tele, una natura assoluta, che esprime concetti astratti, come la bellezza o l’apocalisse, concetti che si evincono dall’uso del colore.

Konrad Mägi, Venezia, 1922-23. Collezione privata

Affetto da depressione fu anche interessato all’esoterismo, e nei suoi quadri cercava una chiave per “andare oltre”. Fu un genio sofferente, ricordato ancora oggi come il capostipite della pittura estone moderna; vi portò infatti un universo di colori suggestivi e sfolgoranti, a tratti anche cupi, colori che descrivono la natura ma nascono dall’anima. La sua cifra è data però da quelle nuvole che infondono drammaticità ai quadri, contrastano con la luminosità del suolo e sottintendono anche la presenza di un ente divino, così come pensato dai culti animisti che ancora sopravvivevano nella tundra della Russia Occidentale.

Per il pubblico italiano Mägi sarà una clamorosa riscoperta perché questo artista, singolare per vicende personali e per la sua pittura, è certamente tra i più “eccentrici” protagonisti dell’arte europea nel fatidico ventennio intorno alla prima guerra mondiale.

Konrad Mägi, Lago di Kasaritsa, 1916-17. Museo nazionale d’arte, Estonia
Konrad Mägi, Cavoli marini, 1913-14. Museo nazionale d’arte, Estonia

Per molti versi Mägi resta un artista e un uomo difficile da collocare negli “ismi” di quegli anni. Si confronta con tutti, nelle sue opere ne sfiora alcuni, l’espressionismo fra tutti, ma non ne fa proprio nessuno. Così come non si appiattisce, pur amandola, sulla tradizione artistica estone.

È un artista originale, unico nel panorama continentale del momento. Anche perché del tutto personale era il suo approccio con la pittura, arte con la quale si misurò per meno di un ventennio, a partire dal 1906 quando, abbandonata la scuola a San Pietroburgo si rifugiò alle Isole Åland, in quella che era una specie di comune di musicisti, scrittori, pittori e uomini liberi. Poi il soggiorno a Parigi, quello in Normandia e, ancora, in Norvegia.

Uomo fortemente irrequieto, problematico, instabile, Mägi torna in Estonia a partire dall’estate del 1912. Qui fu uno dei rifondatori di Scuola d’Arte di Pallas, che diventa un campus per decine di artisti.

Konrad Mägi, Lago Pühajärv, 1918-20. Museo nazionale d’arte, Estonia

L’ambiente naturale di Saaremaa, dove soggiornò per periodi alle terme, risultò straordinariamente consono alla sua pittura. A stimolarlo non era la visione romantica, sentimentale della natura ma la percezione del paesaggio, di boschi, prati e acque colti come potente sintesi di bellezza e potenza.

Pochi anni e Mägi viene colto da nuova irrequietezza e, ai primi del 1920, ricomincia a peregrinare in Europa. Visita Venezia, Capri e Roma. “Mi sento a casa”; così scrisse in una lettera inviata da Roma nel 1921. L’uomo del Nord, come amava definirsi, scopre una sorta di seconda patria, e a Roma quanto a Capri resta affascinato dal “peso” della Storia, dalle rovine archeologiche, o anche semplicemente da quelle aree abbandonate (a Capri), dove la natura ha ripreso il sopravvento. Il sole, la luce, i colori del Mediterraneo sembrano catturarlo ma l’artista continua a misurarsi con i problemi di una complessa vicenda umana, in costante difficile equilibrio. La morte prematura arriva nel 1925, a concludere una esistenza intensa, complessa e magmatica e difficile.

Konrad Mägi, Venezia, 1922-23. Museo nazionale d’arte, Estonia
Konrad Mägi, Rovine a Capri, 1922-23. Museo nazionale d’arte, Estonia

Mägi, che era un uomo distinto, molto attento alle forme, elegante, si descrisse come un nano soffocato dalla solitudine: incapace di fare nulla se non prendere un pennello. Puntando sul colore per dipingere quadri che dovevano trasmettere allegria, positività, gioia, annullando la paura del passare del tempo e il dissolversi della bellezza.

Ed è proprio il colore la principale cifra dell’opera di Mägi. Colori brillanti e potenti. Si tratta dei paesaggi, sua espressione di elezione, ma anche dei suoi ritratti forti e affascinanti.

Konrad Mägi, Motivo romano, 1921-22. Museo nazionale d’arte, Estonia

Konrad Mägi
10.10.2017 — 28.01.2018

Orari d’apertura: da martedì a domenica 10.00 — 18.00
lunedì chiuso

Biglietto: 10 € (intero), 5 € (ridotto)

Info:

T +39 06 3229 8221

www.lagallerianazionale.com

Sala Via Gramsci, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma

About Beatrice Pagliani

Beatrice Pagliani
Curiosa e dinamica, appassionata d'arte e fotografia, amante del cinema e dei viaggi.

C'è anche questo...

Sedie, Samuele Boscarino, spettrogramma

Sedie. Installazione Partecipata del Gruppo MRBB

Stasera, domenica 20 gennaio a partire dalle 20.30 in Piazza Carlo Alberto a Torino, il …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Supporta Canale Arte!
Seguici sui nostri Social Network o attendi 10 secondi...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni (privacy policy)

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi