sabato , 23 settembre 2017
Live!
Home / News / Iolanda Beccaris. La Littorina di Nosserio

Iolanda Beccaris. La Littorina di Nosserio

Iolanda Beccaris, La Littorina di Nosserio, La Lepre Edizioni, cover by Cristiana Gandini
Iolanda Beccaris, La Littorina di Nosserio, La Lepre Edizioni, cover by Cristiana Gandini

La scrittrice Iolanda Beccaris – con le memorie e i ricordi che danno vita al romanzo “La Littorina di Nosserio” – delinea un affascinante affresco della vita di provincia nel Piemonte del secolo scorso. In copertina, un’opera dell’artista e grafica Cristiana Gandini, realizzata con la tecnica del quilling

Iolanda Beccaris esordisce a 89 anni con un romanzo autobiografico, che alterna memorie di una vita di lavoro a liriche descrizioni di Sant’Anna e di Nosserio, piccole borgate di Costigliole d’Asti, paese del Basso Monferrato. Appassionata da sempre di botanica ed erboristeria, l’autrice ha scoperto la letteratura da autodidatta, in età relativamente tarda. Proprio grazie al suo interesse per i fiori e le piante, Iolanda frequenta negli anni Novanta i Giardini Hanbury a Ventimiglia, dove si teneva ogni anno un premio letterario. Qui Iolanda conosce Francesco Biamonti, Nico Orengo, Gérard de Cortanze, Amos Segala e Sandro Grappiolo. Tutti questi letterati appaiono come personaggi nella seconda parte del romanzo, sullo sfondo dei paesaggi liguri e di una Parigi dipinta vivacemente con spirito naïf. La città, scoperta dopo i sessant’anni a causa della pressante curiosità per l’arte e la poesia, chiude idealmente un percorso esistenziale sofferto, segnato da rinunce e sacrifici.
Il testo di Iolanda Beccaris ripercorre con nostalgia coinvolgente i ricordi dell’infanzia contadina, soffermandosi su alcune usanze tipiche degli anni Trenta e sottolineando la mancata dedizione durante la giovane età nei confronti delle nascenti passioni per la lettura e lo studio, a causa dei primi impegni lavorativi in campagna. Liala ed Emilio Salgari sono gli autori dell’adolescenza, consumati voracemente all’ombra di un gelso, portando la mucca al pascolo. Le leggende sulle “masche” affascinano e turbano la giovane Iolanda, durante le serate passate a “vijé”, a chiacchierare e a narrare storie nelle stalle dei vicini di casa. L’educazione cristiana, spontaneamente acquisita dalla “dottrina” appresa nell’amata Chiesa di Sant’Anna, trova ben presto una più forte ragion d’essere nell’appoggio ai partigiani “bianchi” cattolici, tra i quali spicca da subito la figura di Carlino, futuro marito dell’autrice.
Gli anni Cinquanta e Sessanta sono vissuti all’insegna del duro lavoro nel magazzino di alimentari e prodotti enotecnici a conduzione familiare. Gli eventi fondamentali di questi anni sono la grande gioia per la nascita dei figli, Oreste e Giuseppe, il crescente sentimento di insoddisfazione e di inquietudine nell’opprimente clima di provincia, a continuo contatto con clienti e rappresentanti, e, infine, la scomparsa di Carlino, da anni malato di cuore. La littorina che collega Castagnole Lanze a Isola d’Asti e che ferma a Nosserio è l’unica via di fuga in questi anni, la prima strada che i figli percorrono, spinti dagli stessi genitori, per proseguire gli studi e scoprire il mondo.
La narrazione subisce una svolta tematica e stilistica a partire dall’abbandono dell’attività negli anni Ottanta e da un altro avvenimento fondamentale: la patente. Da questo momento, iniziano i racconti dei viaggi, delle scorribande tra Piemonte e Liguria alla ricerca di santuari e di scenari pittoreschi, dell’emancipazione dalla routine della vita paesana. Il dettato si fa mano a mano più fluente, la scrittura più limpida, fino alla descrizione del recupero delle passioni originarie: gli studi, le letture, la raccolta delle proprie testimonianze. Durante la vecchiaia, vissuta per scelta a Torino nella casa che guarda sulla Mole, Iolanda, prima contadina e commerciante, poi viaggiatrice, diventa finalmente scrittrice e fissa sulla pagina le proprie esperienze.
In appendice, alcuni gustosi capitoli e un “dizionarietto”, illustrano al lettore le principali attività dell’autrice e fanno luce su alcune peculiarità del territorio e della tradizione piemontese.
Libro per tutti, “La Littorina di Nosserio” di Iolanda Beccaris è un capolavoro di spontaneità, scritto con disinvoltura e chiarezza: un affascinante spaccato novecentesco del Piemonte con le sue caratteristiche di laboriosità, serietà e riservatezza.

Iolanda Beccaris
La Littorina di Nosserio
Prefazione di Giulia Lanciani
Introduzione di Gérard de Cortanze
Postfazione di Ivan Fassio
Collana: LEPRINTIMES
ISBN:9788899389017
data di pubblicazione: giugno 2015
Euro: 16.00
http://www.lalepreedizioni.com/
http://duendequaderni.blogspot.it/
http://www.quaderniberoamericani.org/
http://www.cantieredisogni.it/

About Ivan Fassio

C'è anche questo...

Litografia a colori dal libro-spartito Le Sphinx, poema musicale di Georges Fragerolle con ombre e illustrazioni di Amédée Vignola, Enoch-Flammarion, Paris, 1896

Le Chat Noir. In mostra a Roma le lanterne magiche e i Teatri d’ombre della Parigi di fine ‘800

Ultimi giorni per lo storico Le Chat Noir a Villa Torlonia, con le sue immagini …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Supporta Canale Arte!
Seguici sui nostri Social Network o attendi 10 secondi...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni (privacy policy)

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi