venerdì , 17 agosto 2018
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Il tema dell’attesa allo Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes

Inaugura il 30 gennaio la collettiva Le forme dell’attesa allo Spazio Don Chisciotte della Fondazione Bottari Lattes: una mostra improntata alla fotografia e alla videoarte, per la quale sono stati invitati cinque artisti internazionali.

Patricia Fraser Silva (Portorico, 1969), Angelo Iodice (Barletta, 1980), Ben Livne Weitzman (Gerusalemme, 1990), Stefan Nestoroski (Struga, 1989), Ilia Yefimovich (Mosca, 1988) sono gli artisti selezionati dalla Fondazione Bottari Lattes e da Areacreativa42 tra i vincitori e finalisti dell’Art Prize CBM 2017/2018.

Art Prize CBM è il Premio internazionale dedicato al pittore piemontese Carlo Bonatto Minella (1855 – 1878), allievo dell’Accademia Albertina di Torino: alla sua quarta edizione, il Premio ha visto la partecipazione di artisti da oltre quaranta Paesi, per le sezioni Under 30 e Over 30. La giuria internazionale dell’Art Prize CBM 2017/2018 coinvolge esponenti del mondo dell’arte contemporanea a livello internazionale ed è guidata da Karin Reisovà, presidente di Areacreativa42 e da Antonio D’Amico, storico dell’arte e critico.

Originale il punto di partenza che ha scaturito lo spunto progettuale della mostra: i cinque artisti sono stati chiamati a realizzare opere inedite che indaghino sotto vari aspetti il tema dell’Attesa, tema a cui era dedicata anche la IV edizione del Premio, prendendo spunto da un’opera dello stesso Carlo Bonatto Minella, la Donna ebrea, realizzata nel 1877 e conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Torino.

La complessità di questa condizione psicologica viene analizzata dagli artisti con stili e tecniche diverse dai cinque artisti in mostra e sfocia in espressioni del tutto originali: Patricia Fraser Silva (San Juan, Porto Rico, 1969), utilizza il transfer polaroid e trasferisce su supporto di carta il distacco dell’emulsione, creando collage. La fotografia manipolata si carica di sfumature e imperfezioni e appare in immagini leggere come tracce di ricordi lontani, posti in sequenza. Ogni lavoro è caratterizzato da un movimento lineare che indica una storia fatta di distorsioni prospettiche e scomposizioni come brevi fotogrammi narrativi che raccontano la vita dell’artista, gli affetti, i luoghi, in una atmosfera sospesa tra il reale e la memoria

Fondazione Bottari Lattes,Patricia Fraser Silva, APNEA, 2016

L’automatizzazione delle azioni alla quale la nostra società ci costringe è oggetto di indagine da parte di Angelo Iodice (Barletta, Italia, 1980), chimico con una visione “fotografica” della vita grazie all’osservazione diretta della natura, nella sua scientificità e interezza. Nella serie Sul Braccio delle Giganti l’attesa è scandita dal passare del tempo nel processo di Nucleosintesi Stellare: il fluire temporale dalla nascita alla vita fino alla morte di una stella attraverso l’alternarsi di caos, equilibrio, esplosione e calma piatta.

Fondazione Bottari Lattes ,Angelo Iodice – Il tempo di caduta libera, 2016

 

Ben Livne Weitzman (Gerusalemme, Israele, 1990) presenta un video e tre fotografie. Nel video rappresenta il “vivere in maniera automatica e ripetitiva”: sono ombre e riflessi che rivelano e nascondono movimenti correnti e meccanismi di uno spazio di passaggio. Le fotografie sono legate al viaggio della nonna che, scappando dalla Germania verso la Palestina dopo la guerra, passò per Milano riuscendo a coronare il sogno di vedere il Teatro della Scala, ma solo dall’esterno perché non aveva nulla di appropriato come abbigliamento. L’artista, che ha realizzato gli scatti a Milano, ha cercato di vedere la città con gli occhi della nonna. L’immedesimazione affettiva e intima è nel contempo attesa di ricongiungimento con qualcosa che non c’è più e un passato che non può tornare.

Fondazione Bottari Lattes, Ben Livne Weitzman, Milano 3, 2017

Stefan Nestoroski (Struga, Macedonia, 1989), vincitore della sezione Video art, vive e lavora a Roma. Nel video proposto in mostra allo Spazio Don Chisciotte la scena è tratta dal film Amleto del 1948, recitata da Laurence Olivier, e si ripete lasciandoci in attesa di qualcosa che non avverrà. Oltre al video sono esposti due disegni, a inchiostro e matita su carta, nei quali l’artista esprime forme minimali atemporali, tracce dell’inconscio.

Fondazione Bottari Lattes, Stefan Nestoroski – Untitled (eclipse), 2017

Ilia Yefimovich (Mosca, Russia, 1988) è un fotografo che si occupa soprattutto di reportage. Nei lavori che presenta in mostra unisce l’indagine circa i conflitti umani e l’ossessione per il possesso del territorio, in particolare per la situazione Israele e Palestina. In Car oppure in Gora i paesaggi sono muti, fermi. In A girl la donna fotografata, sospesa tra il peso del passato e il sospiro per un attimo di quiete, abbandona lo sguardo lontano in attesa di qualcosa come per la Donna Ebrea di Carlo Bonatto Minella.

Fondazione Bottari Lattes, Ilia-Yefimovich, A girl, 2016

 

Le forme dell’attesa

Spazio Don Chisciotte_Fondazione Bottari Lattes

Via della Rocca 37b  Torino

da martedì 30 gennaio a sabato 3 marzo

Info: Fondazione Bottari Lattes 011.19771751-5

About Paola Stroppiana

Paola Stroppiana
Paola Stroppiana (Torino, 1974) è storica dell’arte, curatrice d’arte indipendente e organizzatrice di eventi. Si è laureata con lode in Storia dell’Arte Medioevale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, città dove ha gestito per più di dieci anni una galleria d'arte contemporanea. Collabora con diverse testate per cui scrive di arte e cultura. Si interessa a nuovi percorsi d’indagine come il gioiello d’artista e le ultime tendenze del collezionismo contemporaneo, argomenti sui quali ha tenuto conferenze presso l’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Il Museo Civico di Arte Antica e la Pinacoteca Agnelli di Torino, il Politecnico di Milano.

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