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venerdì , 19 ottobre 2018
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Henri Matisse, Codomas Clean 1947 Stampa su stencil incollato su carta, ©Kunstmuseum Pablo Picasso, Münster

Henri Matisse. Sulla scena dell’arte

Dal 7 luglio al 14 ottobre, al Forte di Bard in Valle d’Aosta, la mostra dedicata a Henri Matisse e al suo “periodo nizzardo” e teatrale

Una mostra inedita che racconta il rapporto con il teatro e le opere legate alla drammaturgia, tematica centrale nella vasta produzione artistica di Henri Matisse. Resterà aperta al pubblico fino al 14 ottobre, al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, “Henri Matisse. Sulla scena dell’arte”.

L’esposizione a cura di Markus Müller, direttore del Kunstmuseum Pablo Picasso di Münster, propone oltre 90 opere realizzate in un arco temporale di 35 anni, dal 1919 fino alla morte dell’artista, avvenuta nel 1954. Si tratta principalmente della produzione risalente al cosiddetto periodo nizzardo (période Niçoise): l’artista, infatti, nel 1917 scelse la città francese come luogo principale di residenza e di lavoro.

Henri Matisse, Icare

“Henri Matisse. Sulla scena dell’arte” si articola in quattro grandi sezioni: Costumi di scena; Matisse e le sue modelle; Le odalische; Jazz. I capolavori – tra tele, disegni e opere grafiche – provengono dal Kunstmuseum Pablo Picasso di Münster che possiede nella sua collezione permanente anche la più ampia raccolta di opere di Matisse in Germania.

Oltre al museo di Münster, figurano tra i prestatori gli eredi di Matisse, il Musée Matisse di Nizza, che ha concesso in prestito oggetti della collezione privata dell’artista, come fonti di ispirazione e testimonianza dei suoi viaggi, il Musée Matisse di Le Cateau-Cambrésis, città natale di Matisse, i Ballets di Monte-Carlo e la Collection Lambert di Avignone.

 

COSTUMI DI SCENA

Nel 1919 Matisse riceve la commissione per i costumi e le scenografie per il balletto “Il canto dell’usignolo”. Per la prima volta nella sua vita d’artista deve realizzare apparati scenografici, creare cioè una sorta di ‘pittura in movimento’. Il suo più grande antagonista, Pablo Picasso, nel 1917, aveva già dipinto con successo le scene per “Parade”. Forse anche per spirito di emulazione, Matisse accetta l’incarico in cui darà prova di aver assimilato l’influsso dell’arte orientale, dal momento che l’azione teatrale si svolge alla corte dell’Imperatore della Cina. Nel 1939 Matisse rinnova questa esperienza, preparando le scenografie del balletto “Rouge et Noir.”

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1944, Incisione su linoleum
©Kunstmuseum Pablo Picasso, Münster

Al di là dell’aspetto ornamentale ed esotico, l’interesse di Matisse per il teatro diventa centrale nella sua estetica: si pone di fronte alla creazione pittorica come un regista o un drammaturgo, come accade durante la preparazione della decorazione della Chapelle du Rosaire a Vence, che realizza come se fosse ‘un decoro di scena’. I disegni preparatori della Chapelle di Vence saranno esposti insieme ai costumi per i balletti nella mostra al Forte di Bard.

 

MATISSE E LE SUE MODELLE

Matisse considera le modelle come attrici della sua arte, instaura rapporti professionali di lungo corso con loro, tanto da utilizzare sempre gli stessi soggetti per molti anni, colleziona abiti e sceglie di volta in volta quello più idoneo al soggetto e alla composizione. Nel 1939 affermava: “I miei modelli, esseri umani, non sono mai solo un elemento secondario in un ambiente. Sono il tema principale del mio lavoro. Dipendo interamente dal mio modello”.

Una selezione di opere illustra questo versante del suo lavoro, particolare attenzione alla sua assistente Lydia Delectorskaya, che ricoprirà un ruolo centrale per Matisse dagli anni Trenta sino alla sua morte, nel novembre 1954.

 

LE ODALISCHE

È noto l’interesse di Matisse per il decorativismo di stampo arabeggiante e orientalista, tanto che il pittore nel biennio 1912-1913 compì numerosi viaggi soprattutto in Algeria e Marocco. Il tema delle odalische rappresenta la sintesi ideale tra la rappresentazione della donna e il proliferare dell’ornamento vegetale o geometrico. In mostra una selezione di oggetti collezionati da Matisse durante i suoi viaggi.

 

JAZZ

Jazz – Cauchemar Clean
1947, Stampa su stencil incollato su carta ©Kunstmuseum Pablo Picasso, Münster

All’inizio degli anni Quaranta Matisse sviluppa una tecnica particolare denominata papiers découpés (carte ritagliate), sintesi perfetta tra colore e precisione della linea. Il capolavoro di questo periodo è “Jazz”, una serie di 40 opere realizzate con questa tecnica, le cui tematiche sono il circo e i suoi attori, la mitologia e le memorie dei suoi viaggi. Lo stile di queste opere ha ispirato Andy Warhol e la “pop art” americana.

 

Henri Matisse. Sulla scena dell’arte

Forte di Bard
11020 Bard | Valle d’Aosta

7 luglio – 14 ottobre 2018
Martedì – venerdì: 10.00-18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00
Lunedì chiuso

info@fortedibard.it | www.fortedibard.it

 

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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