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sabato , 26 maggio 2018
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Igor Palmin, Untitled XVI, Stavropol Krai, USSR, 1977 (The Enchanted Wanderer) © Igor Palmin

Fotografia ai margini al Barbican Centre

“Another Kind of Life: Photography on the Margins” dal 28 febbraio a Londra

Il fascino di vite vissute ai margini della società, dall’America all’India, dal Cile alla Nigeria, che si traduce in una visione complessa del mondo, resa attraverso la fotografia. Aprirà il 28 febbraio al Barbican Centre di LondraAnother Kind of Life: Photography on the Margins”, la mostra che espone i lavori di 20 fotografi, dagli anni ‘50 ai giorni nostri. Tra loro, Bruce Davidson, Paz Errázuriz, Casa Susanna, Larry Clark, Mary Ellen Mark, Boris Mikhailov, Daido Moriyama e Dayanita Singh.

Alcune delle immagini più potenti del XX° e del XXI° secolo sono il risultato di esperienze di vita vissute ai margini – o in contrasto – con il mainstream. La mostra londinese – che si inserisce nella stagione 2018 del Barbican, dall’iconico titolo “The Art of Change”, incentrata sul dialogo tra arte, società e politica – esplora tematiche complesse come il significato dell’esistenza ai margini, il ruolo che hanno avuto gli artisti nel raccontare le sottoculture, e il complesso intreccio tra le rappresentazioni che degli outsider hanno fatto gli artisti e la cultura di massa.

Philippe Chancel, Untitled, (Rebel’s Paris) 1982.
Concessione di Melanie Rio Fluency, Francia

“La Barbican Art Gallery sostiene da sempre la fotografia e l’innovazione – ha spiegato Jane Alison, responsabile delle arti visive del Barbican – Questa nuova mostra, che racconta 20 storie di 20 fotografi che si avvicinano ai loro soggetti con umanità ed empatia, non solo conferma il nostro impegno in questo senso, ma dimostra anche il nostro desiderio di affrontare questioni che vanno oltre l’arte, e che ci aiutano a osservare il mondo da nuove prospettive”.

Another Kind of Life: Photography on the Margins” affronta temi come il genere, la sessualità, le controculture, le minoranze di ogni tipo. Riunendo oltre 300 opere dagli anni ’50 ad oggi, la mostra comprende stampe vintage e contemporanee, materiale d’archivio, riviste specializzate, filmati rari e libri fotografici, realizzati da importanti fotografi che hanno impiegato mesi, anni e persino decenni per riunire questi corpus di lavori. Le immagini esposte al Barbican testimoniano come gli atteggiamenti sociali cambino nel corso del tempo e spostandosi da un luogo all’altro, e come la rappresentazione visiva, anche fotografica, abbia contribuito a formare il discorso corrente sulle comunità emarginate o alternative.

5. Paz Errázuriz, Evelyn, La Palmera, (Adam’s Apple),1983
© Paz Errázuriz/ Gentile concessione dell’artista

Il progetto “Streetwise” (1983) della fotografa newyorkese Mary Ellen Mark, ad esempio, è incentrato sul periodo che ha trascorso con Erin Charles, un ragazzo di strada conosciuto con il nome di “Tiny” che le ha mostrato nel corso degli anni quanto dura possa essere la vita nelle strade di Seattle. La fotografa indiana Dayanita Singh, invece, ha stretto un’intensa amicizia più che 30ennale con Mona Ahmed, un eunuco di Nuova Delhi, reietto tra i reietti, temuto e riverito dagli altri in egual misura, che ha passato gran parte della vita in un cimitero. Oltre al rivoluzionario libro fotografico, che riporta anche le parole onestissime di Mona, la mostra include un filmato davvero toccante sul personaggio ritratto nella sua quotidianità.

Spinti da motivazioni sia personali che politiche, molti dei fotografi inclusi in “Another Kind of Life” hanno cercato di dare una rappresentazione autentica di comunità senza diritti, cospirando spesso con esse per costruire un’identità attraverso la lente dell’obiettivo. La bellissima serie di fotografie “Adam’s Apple” (1982-87), della cilena Paz Errázuriz ritraggono una comunità di prostitute transgender in un bordello sotterraneo in Cile negli anni ‘80. Scattate durante la dittatura del generale Pinochet, quando i trans erano soggetti a discriminazioni, persecuzioni e atti di brutalità da parte della polizia, le fotografie sono un atto provocatorio di resistenza politica.

10. Igor Palmin, Untitled, Arzgir, Stavropol Krai, USSR, 1977 (The Disquiet)
© Igor Palmin

Alec Soth nel suo “Broken Manual” (2006–10) immortale uomini che vivono fuori dal sistema. Le sue immagini, a colori oppure in bianco e nero, mostrano monaci, eremiti, fuggiaschi, che hanno in comune il bisogno di scomparire in America. Un paesaggio apocalittico post-industriale nel Sud della Russia, comunità di Hippy con i fiori tra i capelli e le chitarre, è invece quanto rimandano i lavori poco noti del fotografo Igor Palmin, “The Enchanted Wanderer” (1977) e “The Disquiet” (1977).

Dalle tenebre del dopo guerra inglese, emergono i Teddy boys, un movimento giovanile che si ispirava allo stile dei dandy, per gli abiti e i comportamenti. Il fotografo inglese Chris Steele-Perkins ne cattura le vite, gli amori, la musica e lo stile in “The Teds”, foto scattate per le strade, nelle sale da ballo e nei club di varie località inglesi sul finire degli anni ‘70.

Casa Susanna Collection, 1965
© Art Gallery of Ontario

Il celebra lavoro del giapponese Daido Moriyama “Japan Photo Theatre” (1968) viene presentato insieme a una serie di scatti meno noti, “Seiji Kurata”, che racconta il mondo delle gang, spesso violento, nei distretti di Tokyo Ikebukuro e Shinjuku. Di Walter Pfeiffer è esposto invece il progetto sul giovane transessuale e amico Carlo Joh, realizzato a Zurigo in alcuni mesi del 1973.

Tra le altre opere in mostra, segnaliamo “The Hyena and Other Men” (2005–2007) del sudafricano Pieter Hugo  che rappresenta un gruppo di nomadi urbani dalla Noheria; le leggendarie serie di scatti dell’americano Bruce Davidson “The Dwarf” e “Brooklyn Gang”, scattate sul finire degli anni ‘50 in New Jersey e a Coney Island; e una collezione di circa 400 stampe risalenti agli anni ‘50 e ‘60, scoperte di recente a un mercatino delle pulci di Manhattan, realizzate a Casa Susanna, un rifugio per travestiti.

Katy Grannan, Anonymous, (Boulevard), 2009
© Katy Grannan, per gentile concessione dell’artista e della Fraenkel Gallery, San Francisco

Another Kind of Life: Photography on the Margins” è un percorso che si snoda in 20 storie, e che racconta con gli occhi di chi l’ha vissuto e osservato da vicino come sia vivere ai margini – della società, dell’accettazione, della legalità.

 

Another Kind of Life: Photography on the Margins

Barbican Art Gallery, Barbican Centre | Silk Street, EC2Y 8DS, London, UK

28 febbraio – 27 maggio 2018

Saturday to Wednesday, 10am – 6pm
Thursday and Friday, 10am – 10pm (last entry 9pm)

https://www.barbican.org.uk/whats-on/art-design

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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