venerdì , 17 agosto 2018
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Foto © Stefano Stranges
Foto © Stefano Stranges

Festival dei diritti umani 2018, in programma due mostre fotografiche

Torna il Festival dei diritti umani a Milano e si conferma punto di riferimento per la fotografia documentaria con due mostre, “Crepe” e “Le bambine salvate”, dedicate ai vincitori dell’ultima edizione del contest #ioalzolosguardo.

Il Festival dei diritti umani 2018, dal 20 al 24 marzo alla Triennale di Milano, quest’anno tratterà un tema che interessa da vicino tutti: la distruzione del pianeta e ciò che ne consegue. E lo farà attraverso lectio magistralis, dibattiti, proiezioni di documentari, ma anche mostre fotografiche.

La devastazione della Terra minaccia la salute, l’agricoltura, le risorse idriche, causa estinzioni e migrazioni. Dall’inquinamento ai profughi ambientali, passando per l’impazzimento climatico, fino ad arrivare ai primi segnali di consapevolezza della necessità di un’inversione di tendenza, le declinazioni del macro-tema di questa terza edizione del festival sono davvero tante.

FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI 2018
Il logo del Festival dei diritti umani 2018

Nato con l’intento di sensibilizzare sui diritti umani, denunciandone le violazioni e dando rilievo a chi li difende, il festival è organizzato da Reset – Diritti Umani con il patrocinio, tra gli altri, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di Amnesty International Italia e di Legambiente.

La struttura del festival, ormai consolidata dopo le prime due edizioni, prevede appuntamenti per gli studenti delle scuole superiori in mattinata, con proiezioni di documentari e testimonianze, e, a partire dal pomeriggio, una programmazione diversificata: film spesso inediti, dibattiti con scrittori e giornalisti, dialoghi con testimoni, lectio magistralis e molto altro.

Anche il linguaggio fotografico rappresenta uno strumento fondamentale per la narrazione dei diritti umani e per la loro difesa. Un’immagine può emozionare, con o senza bisogno di parole che la accompagnino. Quest’anno alla Triennale, nei giorni del festival, saranno visitabili due allestimenti dedicati ai lavori dei vincitori dell’ultima edizione del contest fotografico #ioalzolosguardo. A partire dal 2016, infatti – quando un crowdfunding ha permesso la realizzazione del progetto “Behind Zika Virus” del vincitore Mirko Cecchi – il festival ha puntato sulla produzione di nuovi reportage organizzando un contest di fotografia e dando la possibilità ai primi classificati di presentare i propri lavori davanti a un pubblico attento.

Dal 20 al 24 marzo i visitatori del festival potranno apprezzare le fotografie di Andrea Kunkl e Stefano Stranges, che esibiscono rispettivamente i progetti “Crepe” e “Le bambine salvate”.

CREPE

Foto © Andrea Kunkl
Foto © Andrea Kunkl

“Crepe” è il lavoro del fotografo e sociologo Andrea Kunkl, la cui ricerca, a metà strada tra il documentario e l’artistico, prevede progetti di lungo periodo. Co-fondatore e curatore di Habitat ed Exposed Project, Kunkl ha anche tenuto un laboratorio di Sociologia visuale al Master in Turismo Sostenibile dell’Università Bicocca e ha insegnato Fotografia e ricerca sul territorio presso Naba Milano e Forma.

Grazie al supporto di Emergency, che ha messo a disposizione strutture e risorse umane nel suo poliambulatorio a Castelvolturno, Kunkl ha potuto completare il progetto che sarà allestito alla Triennale. Si tratta di una documentazione approfondita sui migranti, nella quale pratiche artistiche e indagine scientifica si fondono in un contenitore multimediale di percezioni, visioni e rappresentazioni. Kunkl racconta i migranti dall’interno, grazie a chi tra di loro ha accettato di esternare le proprie sensazioni più intime. Il progetto dell’artista consente così a chi osserva di andare oltre l’impressione superficiale e, al contempo, ha permesso alle persone fotografate, talvolta private persino del diritto al nome, di dar sfogo alla propria interiorità.

In “Crepe” fotografie, disegni e video si alternano in un percorso che vede le persone migranti soggetti attivi e non solo oggetto di indagini antropologiche. Nei Soliloqui il soggetto è lasciato libero di esprimersi in un flusso di coscienza mentre viene ripreso in piani sequenza, nelle Mappe invece è lo stesso migrante a disegnare la sua idea di libertà.

LE BAMBINE SALVATE

Foto © Stefano Stranges
Foto © Stefano Stranges

Stefano Stranges, a sua volta vincitore di #ioalzolosguardo, è nato nel 1978 e ha conseguito la laurea in Comunicazione Interculturale all’Università degli studi di Torino. Dopo il Masterclass dell’agenzia fotografica Magnum sulla fotografia reportagistica in zone di conflitto, Stranges ha lavorato come freelance, focalizzando sempre più la sua ricerca sulla fotografia documentaristica a sfondo sociale.  Da poco Stranges è tornato dall’India, dove ha portato a compimento “Le bambine salvate”, il progetto che vedremo esposto in mostra.

Grazie al sostegno di Terre des Hommes – Italia, che ha messo a disposizione personale e strutture nel Tamil Nadu, Stranges ha appreso e testimoniato le storie di tante ragazze vittime di violenza, matrimoni forzati e stupri, che oggi sono accolte nei centri della ong. Il fotografo ha visitato le Reception Homes, le case di accoglienza temporanea di Terre des Hommes per bambine e ragazze abbandonate, abusate o salvate da sfruttamenti di vario tipo, ed è stato anche nei villaggi da cui provengono la maggior parte delle ragazze, sempre seguendo il filo conduttore della questione di genere: gravidanze e matrimoni precoci, violenza, ma anche storie di reinserimento sociale e di successo. Il risultato è “Le bambine salvate”, il progetto che vedremo esposto alla Triennale, un insieme di momenti intimi e corali, drammatici e inaspettatamente anche gioiosi.

SU INSTAGRAM  

L’account Instagram del Festival dei diritti umani intensificherà i post con la cronaca fotografica delle giornate dell’edizione 2018, ma è attivo anche durante il resto dell’anno con la cronaca degli eventi legati al festival, i resoconti di viaggio dei fotografi che hanno realizzato i progetti vincitori del contest e alcuni reportage su tematiche ambientali realizzati da fotografi professionisti. Tra questi: “The Race for Land” di Germana Lavagna sul fenomeno del land grabbing, il progetto di Marco Garofalo sulla questione energetica in Tanzania, il reportage di Laura Filios e Diana Bagnoli sulla contaminazione delle acque causata dalle lavanderie industriali in Messico e tanti altri.

INCONTRI

In aggiunta alle mostre fotografiche, questa terza edizione del festival propone al pubblico incontri con autori e giornalisti che hanno trattato, con approfonditi reportage, problemi legati all’ecologia e ai cambiamenti climatici, le cui ripercussioni incrementano i rischi per il nostro pianeta.

Il fotografo Stefano Stranges
Il fotografo Stefano Stranges

Martedì 20 marzo, a partire dalle 9.30, Stefano Stranges presenterà un altro progetto fotografico, “The Victims of our Wealth”, insieme a Beatrice Taddei Saltini dell’Atlante dei Conflitti nel Mondo. Stranges ha documentato la vita dei minatori congolesi che estraggono il coltan, un minerale che ciascuno di noi porta in tasca. Oggetto di una lunga catena commerciale che implica gravi conseguenze in termini di diritti umani e ambientali, il coltan è infatti usato per creare gli smartphone.

Alle 19.30, sempre di martedì 20, Andrea Kunkl e Stefano Stranges inaugureranno le mostre realizzate grazie al supporto e alla collaborazione delle ong Emergency e Terre des Hommes.

Mercoledì 21 marzo, tra le 9.30 e le 13.00, la fotografa Silvia Tenenti esporrà, insieme alla giornalista Veronica Ulivieri, il progetto “Terre dei fuochi”. Nell’opinione comune la Terra dei fuochi è una sola e si trova in Campania. In realtà il fenomeno non è circoscritto. Tutta l’Italia è coinvolta in un processo di degrado ambientale, politico, sociale e criminale. Tenenti lo racconta grazie alle testimonianze di chi ha subìto le drammatiche conseguenze di tutto questo: malattie ambientali, tumori, morte. La sua ricerca ha preso in considerazione aree abitative vicine all’Ilva di Taranto, alla Fluorsid a Cagliari e a inceneritori presenti a Brescia, in Trentino, nel Lazio e in Sicilia.

Alle 19.30 Stefano Stranges racconterà il progetto realizzato in Tamil Nadu, vincitore del contest #ioalzolosguardo.

Giovedì 22 Marzo, alle 9.30, Tomaso Clavarino presenterà il reportage “With Bare Hands” insieme a Chiara Oggioni Tiepolo di Officine Fotografiche. Con le sue immagini, Clavarino testimonia la totale assenza di regole in difesa dell’ambiente in India e in Bangladesh, dove imprenditori senza scrupoli sfruttano il basso costo della manodopera per massimizzare i profitti. Cargo, petroliere e navi da crociera, dopo trent’anni di vita in mare, sono vendute a dei cantieri perché le demoliscano e ne ricavino acciaio e altri materiali. I lavoratori le smantellano in ciabatte, senza nessuna protezione. Sostanze tossiche come piombo, olii e amianto sono riversate quotidianamente in mare e sulla sabbia, andando a distruggere gli ecosistemi locali e la vita di pescatori, agricoltori e allevatori.

Kunkl Andrea
Il fotografo Andrea Kunkl

Alle 19.30 Andrea Kunkl racconterà il progetto realizzato a Castelvolturno e vincitore del contest #ioalzolosguardo.

Venerdì 23 Marzo, a partire dalle 9.30, Alessandro Grassani, insieme a Elena Parasiliti di Terre di Mezzo, parlerà del progetto “Environmental Migrants”. Dal 2011 al 2016, infatti, Grassani ha documentato le condizioni di vita estreme delle popolazioni costrette a spostarsi a causa dei cambiamenti climatici in atto nei loro luoghi natii. Il suo è un lavoro fotografico epocale, che attraversa tempo e spazio, con immagini che testimoniano la vastità e la drammaticità di un fenomeno che, partendo da un problema ambientale, arriva a minare i diritti degli uomini.

Per informazioni sulle altre sezioni del festival (Edu, Talk, Doc, Film) si rimanda al sito Festivaldeidirittiumani.it.

About Sabrina Colandrea

Sabrina Colandrea
Giornalista professionista materana, classe 1986, ho vissuto, studiato e lavorato a Pisa, Genova, Torino e Roma. Dal 2013 ho scritto soprattutto di cultura, arte e spettacolo per Mentelocale, La Repubblica Torino, Uncò Mag, Goa Magazine, Il Quotidiano della Basilicata. Ho all’attivo una serie infinita di stage, degni di nota e zuppi di sudore i due mesi a Rainews24 e i tre mesi nell’ufficio stampa e relazioni esterne dell’Università di Torino. Dopo un’esperienza nella redazione del talk show “Avanti il prossimo” su TV2000, ho lavorato come videomaker freelance. Con Canale Arte torno al mio primo amore, la parola scritta.

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