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venerdì , 19 ottobre 2018
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Donna che urla con il pugno alzato
Donna che urla con il pugno alzato @ Valerio Nicolosi

Dall’Isola delle vedove ai migranti di Calais: (R)esistenze di Valerio Nicolosi alla Dolce Vita Gallery

Esposte fino al 28 aprile le immagini scattate dal reporter in 13 anni di viaggi attraverso nove Paesi tra comunità che resistono.

Donna che urla con il pugno alzato
Donna che urla con il pugno alzato @ Valerio Nicolosi

Una donna urla con il pugno alzato, una giovane zapatista ci osserva attraverso l’ordito teso su un telaio, l’occhio di una manifestante del movimento Occupy Francoforte un attimo prima di un nuovo scontro. Sono i soggetti di alcuni degli scatti del fotografo e videoreporter Valerio Nicolosi esposti presso la Dolce Vita Gallery, a Roma, ancora fino al 28 aprile.

“(R)esistenze” – questo il titolo dell’esposizione – è un insieme di storie di uomini e di donne che avanzano con fatica nella società dei consumi e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sull’ambiente, ma che quotidianamente combattono per rivendicare la propria esistenza. La erre tra parentesi sta a simboleggiare proprio questo, l’impegno di tante comunità, dagli zapatisti ai migranti di Calais, nel ribadire il proprio diritto alla vita.

(R)esistenze
(R)esistenze @ Maria Chiara Gianolla

A introdurre i visitatori all’ingresso della galleria, l’illustrazione realizzata dall’artista Maria Chiara Gianolla, ispirata a “La Liberté guidant le peuple” di Eugène Delacroix. In primo piano la Libertà e alle sue spalle, tra gli altri personaggi, il volto di Ahed Tamimi, la ragazza arrestata dopo aver schiaffeggiato un soldato israeliano e diventata un’icona del movimento di resistenza palestinese.

“(R)esistenze” è un lavoro che raccoglie immagini realizzate nel corso di 13 anni, attraverso nove Paesi, in tre continenti diversi, ma non è solo una mostra fotografica, è anche un progetto editoriale. Attraverso la piattaforma Crowdbooks.com è infatti possibile acquistare in prevendita l’omonimo libro fotografico, scegliendo la propria copertina preferita tra quattro scatti di Nicolosi: “Donna che urla con il pugno alzato”, “Bambini zapatisti”, “Ragazza zapatista al telaio” e “Ragazza con il poliziotto”.

Ragazza con il poliziotto
Ragazza con il poliziotto @ Valerio Nicolosi
Ragazza zapatista al telaio
Ragazza zapatista al telaio @ Valerio Nicolosi

Nel corso dell’inaugurazione della mostra, Stefano Bianchi, fondatore di Crowdbooks, ha spiegato il modus operandi di questa casa editrice innovativa: “Abbiamo creato una piattaforma su cui carichiamo i progetti che riteniamo meritevoli e cerchiamo di coprire le spese di pubblicazione con le prevendite. Poi il libro viene presentato in gallerie, musei e festival. È un modo nuovo di fare edizione, attraverso il crowdfunding. Alla base del nostro lavoro c’è la voglia di sostenere gli autori emergenti senza dover tener conto delle logiche di mercato applicate dagli editori classici. Le nostre scelte editoriali si basano su criteri di valore più che sulla sostenibilità dei progetti. Per ora ne abbiamo realizzati una trentina e siamo bravini grazie soprattutto a chi ci crede e ci sostiene”.

L'attrice Benedetta Rustici
Benedetta Rustici legge un brano tratto da “(R)esistenze”

La serata inaugurale è stata anche l’occasione per proiettare estratti da videoreportage più ampi di Nicolosi, come quello sui cañeros. L’attrice Benedetta Rustici, già protagonista di alcuni cortometraggi del reporter, ha letto brani dal libro di prossima pubblicazione. Di seguito quello sulla cosiddetta “isola delle vedove”, in Nicaragua, una zona chiamata così perché, per via dell’IRC, l’insufficienza renale cronica, sono morti quasi tutti gli uomini.

“I cañeros nicaguarensi li ho incontrati in una di quelle storie assurde che solo in America Latina è possibile conoscere. Queste storie sono come delle porte girevoli da cui entri e sei in Guatemala per raccontare la storia di una comunità che pratica l’autogoverno e l’autosussistenza alimentare, sfruttando la terra e dividendo il cibo in modo collettivo. E quando esci ti ritrovi nel Nord del Nicaragua dove, una settimana prima, durante un corteo di persone malate di insufficienza renale cronica, un ragazzo di circa 10 anni è stato ferito da un proiettile sparato dalla polizia. Questo ragazzo è il figlio di uno dei migliaia di cañeros che soffrono di IRC, una malattia renale che progressivamente porta alla morte e alla quale al momento non c’è rimedio. Le cause sono molteplici, ma vanno ricercate nelle dure condizioni di lavoro al caldo torrido della zona, ma anche e soprattutto dall’intensivo utilizzo dei pesticidi che hanno inquinato la falda acquifera.”

L'inaugurazione di (R)esistenze
L’inaugurazione di (R)esistenze

Chi acquisterà il libro in prevendita riceverà i link ai reportage completi di Nicolosi: “Sono 13 anni di vita, non di lavoro”, ha spiegato il reporter. “Se devo parlare dei campi rom di Roma per me quello non era lavoro, se devo parlare degli zapatisti non era lavoro, della Siria, della Palestina, degli scontri in piazza… sono tutte cose che ho vissuto e che mi porto dentro perché sono state la mia formazione umana prima che professionale. Il mio compito è sempre stato raccontare ‘dentro a un rettangolo’, che siano immagini in movimento o fisse cambia poco. Quello che mi interessa è raccontare”.

E le storie raccontate sono tante: Roma, piazza San Giovanni, durante la manifestazione del 25 ottobre; una ragazza in una scuola di Gaza che si appoggia alla spalla dell’amica; l’Europa delle manifestazioni contro l’austerity, gli zapatisti della selva Lacandona con il volto coperto dai passamontagna. In tutti questi casi Nicolosi ha saputo calarsi nella realtà che voleva raccontare conquistando la fiducia delle persone: “Devi riuscire a far sembrare la macchina fotografica un elemento naturale del contesto, diventare uno di loro”.

Bambini zapatisti
Bambini zapatisti @ Valerio Nicolosi

La mostra “(R)esistenze” si inserisce in un’esposizione più ampia, “Il tempo di uno scatto: ’58-’68-‘78”, una passeggiata attraverso due decenni di storia italiana resa possibile dalle fotografie di Marcello Geppetti, visitabile ancora fino al 12 maggio. “Sono felice del contesto in cui sono inseriti i miei scatti – ha commentato Nicolosi – perché sono esposti insieme alle immagini di uno dei più grandi della fotografia italiana e mondiale. Vedere le mie foto immerse in un pezzo di storia d’Italia è veramente bello”.

Biografia di Valerio Nicolosi

Nicolosi vive tra Roma e Milano e lavora per l’agenzia di stampa Reuters, ma ha collaborato anche con SkyTg24, Rai News, Mediaset, Phoenix e con RSI – Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Docente occasionale al Coris de La Sapienza e per le università palestinesi Al-Aqsa e Deir El-Balah, ha realizzato reportage e documentari a sfondo sociale in America Latina, Medio Oriente ed Europa, come “Corridoi umanitari: viaggio in Libano tra i profughi siriani in partenza per l’Italia” per La Repubblica, “Cañeros”, “Bassam: Una vita in ospedale” e “Donne siriane in Libano” per RSI. Ha inoltre realizzato il documentario “Tod Vor Lampedusa” sulla strage del 3 ottobre 2013 per la tv pubblica tedesca ARD. Nicolosi ha vinto il premio per il miglior film al “Feel the Reel International Film Festival 2016” e quello per il miglior trailer al “Paris Around International Film Festival 2017” con i contometraggi “Bar(n)Out duepuntoniente” e “Bia”. Come miglior regista, ha ottenuto il riconoscimento degli “European Cinematography Awards 2017” e del “Mediterranean Film Festival 2017”. E ancora, per la categoria fotogiornalismo, il “Premio Amerigo 2017”, il “Roma videoclip 2016” per il video della canzone “A un passo da qui” e il “Premio Montesacro 2015” al miglior libro dell’anno con “Be Filmaker a Gaza”, edito dall’Associazione nazionale filmaker e videomaker italiani.

Valerio Nicolosi durante l'inaugurazione di (R)esistenze
Valerio Nicolosi durante l’inaugurazione di (R)esistenze

Fino a sabato 28 aprile
Dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 20.00
Sabato dalle 13.00 alle 21.00
Dolce Vita Gallery
Via Palermo, 41, 00184 Roma

About Sabrina Colandrea

Sabrina Colandrea
Giornalista professionista materana, classe 1986, ho vissuto, studiato e lavorato a Pisa, Genova, Torino e Roma. Dal 2013 ho scritto soprattutto di cultura, arte e spettacolo per Mentelocale, La Repubblica Torino, Uncò Mag, Goa Magazine, Il Quotidiano della Basilicata. Ho all’attivo una serie infinita di stage, degni di nota e zuppi di sudore i due mesi a Rainews24 e i tre mesi nell’ufficio stampa e relazioni esterne dell’Università di Torino. Dopo un’esperienza nella redazione del talk show “Avanti il prossimo” su TV2000, ho lavorato come videomaker freelance. Con Canale Arte torno al mio primo amore, la parola scritta.

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