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giovedì , 23 novembre 2017
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Cos’è il design?

Cos’è il design? Perché alcuni oggetti di arredamento sono più importanti e ricercati di altri?

Cos’è il design? Cosa distingue una lampada qualunque da quella creata dalla mano di un grande disegnatore? Per rispondere a queste e ad altre domande ci siamo rivolti ad un esperto del settore. Abbiamo fatto due chiacchiere con Emanuele Visentino, consulente della Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino.

Gio Ponti sedia
Gio Ponti sedia

Ciao Emanuele. Andiamo subito sul pezzo. Cosa distingue un oggetto di design da qualunque altro elemento dell’arredamento?

Un oggetto di design vanta nella propria creazione una progettualità e uno studio approfonditi. Oltre ad essere bello esteticamente ha una funzione ben specifica. Viene realizzato per un luogo, per un utilizzo particolare. E la sua particolarità non è solo estetica. Lo studio e l’utilizzo di materiali unici, all’avanguardia, di qualità superiore aumentano la specificità di un oggetto di design.

Il design va d’accordo con praticità e comodità?

Non è una regola. Il design può essere molto comodo e pratico. Sicuramente, però, non sempre ciò che è bello è anche comodo. In questo caso l’appagamento derivante dalla bellezza, dall’unicità, dallo studio dietro la creazione di un particolare oggetto, pone in secondo piano il fatto che la poltrona non sia proprio adatta per il riposo o la lampada non illumini adeguatamente la scrivania.

Il design si impara innanzitutto sui libri

Sono un appassionato di design e vorrei imparare a distinguere in autonomia un oggetto di pregio da uno qualunque. Ci sono dei segreti del mestiere?

Devo confessarti che purtroppo non ci sono segreti. Il design si impara innanzitutto sui libri. L’occhio si allena a riconoscere le forme e gli stili dei designer più importanti, delle varie scuole e tradizioni internazionali. Alcuni architetti utilizzano certi materiali e non altri. E molti materiali sono tipici di un’epoca e non sono presenti in altre. Ad esempio negli anni ’50 si utilizzavano materiali come il palissandro o il frassino. Gli ottoni non ammettevano sbavature nelle saldature. Tutto doveva essere perfetto e regolare e faceva parte di un disegno nel quale non c’erano stonature. Solo quando abbiamo interiorizzato questi stili, e abbiamo fatto nostra tutta una serie di nozioni, siamo in grado di riconoscere in autonomia il design e dire: “questa lampada ha un valore, questa invece può rimanere sul banco del negozio”.

Gio Ponti
Gio Ponti

Dove cerco il design?

Devo rivolgermi a chi ha profonda conoscenza del design e dell’architettura del ‘900. Per essere sicuro che gli oggetti siano originali e non copie o addirittura non attribuibili ad alcun architetto. Chi mi vende un oggetto di design deve essere in grado di allegare all’oggetto la sua “biografia”.

Quindi dove?

Negozi specializzati e case d’asta che sono luoghi in cui viene fatta “raccolta”, analisi e ricerca di questi oggetti.

La mano dell’esperto è fondamentale

Possiamo escludere la scoperta casuale del Van Gogh sul banco del rigattiere?

Questo può capitare ma molto, molto raramente. La mano dell’esperto è fondamentale. E l’esperto non ha solo studiato. Ha avuto il prodotto in mano per tanti anni. Lo sa riconoscere alla vista, al tatto. Tutto ciò è fondamentale quando le grandi aziende imitano lo stile dei più importanti designer per creare oggetti per la produzione di massa. Prendere un abbaglio è molto facile.

Oggi è una buona idea investire nel design?

Sì. Oggi il design è un investimento sicuro esattamente come lo è stata e lo è ancora l’arte.

Abbiamo applique vendute a 20.000 euro o coppie di poltrone che raggiungono anche gli 80.000 euro

Le Corbusier
Le Corbusier

Però parliamo di cifre più contenute.

Si parla di cifre più contenute ma solo perché la percezione comune è ancora quella che un oggetto di arredamento non possa essere paragonato ad un’opera d’arte. Un grande architetto è un grande artista. A livello internazionale ci sono molti investitori e nomi importanti come Gio Ponti raggiungono infine cifre ragguardevoli. Abbiamo applique vendute a 20.000 euro o coppie di poltrone che raggiungono anche gli 80.000 euro. Siamo di fronte ad oggetti che nel salotto di casa nostra hanno la stessa importanza di un quadro o di una scultura di un artista affermato.

Senza dubbio le scuole più importanti sono quella italiana, quella francese e quella che possiamo definire “nordica”

Quali sono le principali scuole del design?

Senza dubbio le scuole più importanti sono quella italiana, quella francese e quella che possiamo definire “nordica”. Ogni scuola ha avuto i propri grandi nomi, quelli che hanno dato l’impronta, che hanno dato il via ad una tradizione. Gio Ponti è stato il precursore del design italiano, ha dato vita ad una corrente che dagli anni ’20 è entrata nelle case degli italiani. In Francia abbiamo Le Corbusier, Jean Prouvè. Tra gli scandinavi troviamo Hans Wegner o Alvar Aalto che oltretutto è ancora in produzione. E moltissimi altri. La grandezza di questi nomi sta nel fatto che le loro linee, che risalgono agli anni ’30 e ’40, sono contemporanee ancora oggi. Quello che hanno creato ai tempi era avveniristico.

Zaha Hadid
Zaha Hadid

Ultima domanda. Qual è l’evoluzione in corso nel mondo del design? Che differenza c’è fra il modo di “fare design” dei primi del ‘900 e quello contemporaneo?

Il design ha cambiato colori ed è diventato più esasperato nelle forme. Questo è proprio il frutto di un’evoluzione. Ti faccio l’esempio della scuola Bauhaus. Era riconoscibile per le forme molto lineari e definite e si è trasformata nel tempo nelle forme tipiche dell’iraniana Zaha Hadid che è stata più che innovativa. Ha esasperato la normalità insieme ai vari Calatrava, Niemeyer, Piano.

Quando organizzate la prossima asta?

Il 24 ottobre

Grazie e buon lavoro

Grazie a te. Ciao.

About Valdemaro Brakus

Valdemaro Brakus
Direttore di Canale ARTE si occupa di giornalismo e scrittura dai tempi del liceo. Appassionato di video e fotografia realizza reportage sull'universo arte e su qualunque altra cosa gli piaccia. Fa anche l'attore quindi non è dato sapere se è uno, nessuno o centomila.

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