lunedì , 20 agosto 2018
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Mimmo Rotella, "Viva America" (1963)
Mimmo Rotella, "Viva America" (1963)

Cent’anni di Mimmo Rotella. In Calabria si celebra l’artista degli strappi

Rotella e dadaisti a confronto a Cosenza e poesia epistaltica a Catanzaro, due mostre-omaggio per ricordare l’artista calabrese inventore del linguaggio polifoniplastico e della tecnica del décollage.

Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Mimmo Rotella (1918-2006), tra i protagonisti della scena artistica, italiana e non, della seconda metà del XX secolo. Legato al movimento del Nouveau Réalisme e alla Pop Art internazionale, Rotella è considerato un innovatore dei linguaggi dell’arte contemporanea, con uno stile inconfondibile.

Domenico Rotella al lavoro (1951)
Domenico Rotella al lavoro (1951)

La sua originalità creativa si rivelò in svariati modi: fu per esempio l’ideatore della poesia epistaltica, di cui redasse un manifesto in dieci punti. Il quarto, il più efficace, recita così: “Linguaggio epistaltico vuol dire inventare tutte le parole, svincolarle dal loro valore utilitario per farne dei razzi traccianti contro gli edifici decrepiti della sintassi e del vocabolario”. Ma l’artista catanzarese è conosciuto, ancor più che per i suoi “poemi fonetici”, per la tecnica del “décollage”.

Poema fonetico
Poema fonetico di Mimmo Rotella

Rotella strappava i manifesti cinematografici o pubblicitari trovati sui muri delle città e li incollava sulla tela per poi continuare a squarciarli, tagliarli, inserendo correzioni ed elementi pittorici, il tutto allo scopo di ottenere il massimo impatto visivo. Spesso più cartelloni venivano incollati insieme. Gli strappi servivano all’artista per rivelare agli spettatori gli strati sottostanti, dando loro l’impressione di trovarsi davanti un muro metropolitano con tracce di vecchi manifesti usurati dal tempo. Con le sue opere Rotella si proponeva di far riflettere sull’impatto della pubblicità sull’immaginario collettivo: nonostante tagli e lacerazioni, infatti, chiunque ammirasse una sua tela era perfettamente in grado di riconoscere i volti delle star hollywoodiane originariamente ritratte sul cartellone cinematografico di turno.

Mimmo Rotella, "Viva America" (1963)
Mimmo Rotella, “Viva America” (1963)

In occasione del centenario della nascita sono diverse le iniziative in Calabria per omaggiare l’artista degli strappi. Ad aprire ufficialmente le celebrazioni, con il sostegno della Regione, è stato il MAON – Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende con la mostra “Rotella vs Dada / Da Duchamp e Man Ray al New Dadaismo”, curata da Tonino Sicoli e visitabile ancora fino al 31 marzo. Nelle sale del MAON alcuni lavori poco noti del maestro sono messi a confronto con una selezione di opere di dadaisti per dimostrare i legami tra uno dei filoni più rivoluzionari delle avanguardie storiche e l’arte di Rotella (con le parole del curatore: “quel trasformista e rutilante personaggio di un tempo nomadico, artista poliedrico e intuitivo, che ha fatto da catalizzatore di tendenze”).

All’esposizione in corso al MAON si collega strettamente un’altra mostra sempre a cura di Sicoli e organizzata dal Centro per l’arte e la cultura Achille Capizzano. Presso il Complesso monumentale del San Giovanni di Catanzaro, ancora fino al 5 aprile, è visitabile “Context / Poesia visiva e totale, assemblaggi, immagine meccanica”. La rassegna gode del patrocinio del Comune di Catanzaro, del Comune di Rende, del corso di laurea magistrale in Storia dell’arte dell’Università della Calabria, in intesa, tra gli altri, con Matera Capitale Europea della cultura 2019. Accanto alle opere di Rotella, si potranno ammirare i lavori di altri cinquanta artisti, tra i quali Luigi Di Sarro, Eugenio Miccini, Emilio Isgrò, Giulio Turcato, Giorgio Milani, Adriano Spatola, Lucio Fontana e Christo.

Emilio Isgrò, "L’artista e l’errore" (1993)
Emilio Isgrò, “L’artista e l’errore” (1993)

La proposta espositiva spazia dagli esponenti del Nouveau Réalisme ai rappresentanti dell’arte verbo-visuale riconducibili alla poesia epistaltica. Per il curatore della mostra, il movimento artistico scoppiato in Francia nel decennio 1960-1970, “ha raccolto esperienze diverse ma riconducibili a un atteggiamento pleonastico, di recupero dello scarto, di ricerca dell’inutile. Entrano nell’arte le esclusioni, i frammenti, le estraneità”. Ma la mostra “Context / Poesia visiva e totale, assemblaggi, immagine meccanica” farà conoscere al pubblico anche il linguaggio epistaltico o polifoniplastico inventato da Rotella: “La poesia visiva è neo-dada come il Nouveau Réalisme, l’arte concettuale e quella poverista. Quelli che ne fanno parte sono trasversali, capaci di incrociare segni e materia, immagini e pensieri, la storia dell’arte e la contemporaneità”.

Giulio Turcato, "Cangiante reticolato" (1970-1979)
Giulio Turcato, “Cangiante reticolato” (1970-1979)

Negli spazi del San Giovanni si possono ammirare anche le opere di artisti fautori di una pittura segnico-gestuale o fatta di assemblaggi e quelle degli sperimentatori di linguaggi legati alle moderne tecnologie, anticipati dalla Mec Art, corrente condivisa da Rotella nella seconda metà degli anni Sessanta. “L’immagine non è prerogativa della pittura e del disegno ma di tecniche diverse e delle tecnologie”, osserva Sicoli. E ancora: “Si fa strada un visionarismo meccanico, passando dall’analogico al digitale. La fotografia si apre alla computer grafica, alla laser art, alle elaborazioni elettroniche. Il movimento della Mec Art porta a un uso dell’immagine artificiale, catturata dalla fotografia ed elaborata con il riporto su tela emulsionata, che fissa un attimo di cronaca, un fotogramma di vita”.

La mostra è visitabile dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica. L’ingresso è gratuito.

LE ALTRE INIZIATIVE 

Nel corso del 2018 continueranno le attività per ricordare Rotella. “Nonostante le ristrettezze finanziarie, in questi anni sono già stati attuati alcuni progetti”, ha dichiarato l’assessore ai beni artistici e culturali del Comune di Catanzaro, Ivan Cardamone, in occasione dell’inaugurazione della mostra al San Giovanni. E ha continuato: “Per esempio l’intitolazione di una piazza nel centro cittadino, la realizzazione di pannelli espositivi nella stessa piazza, la riqualificazione, unitamente a Poste Italiane, del murale del Palazzo delle Poste. Nell’arco del 2018, anno ‘rotelliano’, è nostra intenzione portare avanti numerose proposte, in stretta collaborazione con la Fondazione Rotella e il Rotella Institute“. Nei prossimi mesi un’ulteriore raccolta di opere dell’artista sarà ospitata nella Sala Grande del Complesso del San Giovanni. Il 7 ottobre, data di nascita del maestro, si terrà una celebrazione al Teatro Politeama di Catanzaro e, durante tutto l’anno, saranno proiettati film e documentari.

A Catanzaro, poi, gli appassionati possono godere di un vero e proprio luogo di culto dedicato all’artista: dal 2005, in vico dell’onda 7, negli spazi del vecchio atelier di moda della madre, dove Rotella ha mosso i primi passi e accostato i primi colori, si trova oggi la Casa della memoria – Mimmo Rotella. All’interno della struttura, concepita per volontà dell’artista come un luogo sacro, rigoroso e bianco, si trovano opere che ne ripercorrono la carriera, foto, cimeli, ma anche una biblioteca specializzata e un maxi schermo destinati alla didattica per favorire lo studio dell’esperienza artistica contemporanea.

About Sabrina Colandrea

Sabrina Colandrea
Giornalista professionista materana, classe 1986, ho vissuto, studiato e lavorato a Pisa, Genova, Torino e Roma. Dal 2013 ho scritto soprattutto di cultura, arte e spettacolo per Mentelocale, La Repubblica Torino, Uncò Mag, Goa Magazine, Il Quotidiano della Basilicata. Ho all’attivo una serie infinita di stage, degni di nota e zuppi di sudore i due mesi a Rainews24 e i tre mesi nell’ufficio stampa e relazioni esterne dell’Università di Torino. Dopo un’esperienza nella redazione del talk show “Avanti il prossimo” su TV2000, ho lavorato come videomaker freelance. Con Canale Arte torno al mio primo amore, la parola scritta.

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