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Caravaggio alla GAM di Torino

Michelangelo Merisi (Caravaggio), Fondazione Longhi, Firenze
Michelangelo Merisi (Caravaggio), Fondazione Longhi, Firenze

Ragazzo morso dal ramarro di Michelangelo Merisi sarà in esposizione alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino fino al 15 giugno 2014.

La GAM è la prima pinacoteca italiana ad aver dato vita ad una serie di eventi espositivi in cui relaziona opere di epoche differenti, creando dialoghi insoliti come Mario Merz e Antonio Fontanesi, Giorgio Morandi e Fausto Melotti, Antonio Canova e Marina Abramovich, de Chirico e Renoir, fino all’ultimo accostamento Antonio Fontanesi e Omar Galliani. La GAM di Torino invita così  il pubblico a guardare l’arte con occhi nuovi, in dialoghi senza tempo e non solo inchiodata in compartimenti stagni.
In questa occasione l’opera caravaggesca, giunta dalla Fondazione Longhi di Firenze, si incunea nella mostra di Ettore Spalletti Un giorno così bianco, così bianco in un confronto-scontro nel diverso modo di affrontare l’elemento luminoso.

La luce è il fattore comune fra Caravaggio e Spalletti, che la interpretano ognuno a proprio modo e si ritrovano alla GAM avvicinati da una liason senza tempo, in un dialogo inusuale, dove la chiave di lettura della luce stimola la relazione di epoche e stili lontani fra loro. La luce è per entrambi uno strumento di comunicazione straordinario, centrale nell’esecuzione delle loro opere. I capolavori di Ettore Spalletti sanno regalare e infondere serenità, pace, quiete  e tutto questo grazie alla luce che circonda le sue opere; mentre Caravaggio mira ad illuminare un momento drammatico e intenso, colto nella sua immediatezza. Un altro elemento che entra in gioco fra le opere a confronto dei due artisti è il tempo: dilatato, propagato, quasi infinito per Spalletti; contratto, istantaneo e limitato per Caravaggio.

Ragazzo morso dal ramarro è un’opera datata 1595-1596 di cui ne esistono due versioni, quella esposta ora alla GAM, di proprietà della Fondazione Longhi di Firenze, e quella conservata presso la National Gallery di Londra. Dopo attente indagini si è giunti alla conclusione che la prima versione sia quella attualmente in mostra alla GAM. Esposte insieme a Firenze e a Roma nel 1991-92 durante un’esposizione interamente dedicata a Michelangelo Merisi, si ritiene che nella versione londinese l’espressione sofferente del ragazzo sia più addolcita, meno aggressiva rispetto a quella italiana. Entrambe le varianti appartengono al periodo giovanile di Caravaggio quando, appena trasferitosi a Roma, versava in ristrettezze economiche ma grazie alla sua velocità di esecuzione realizzava opere in serie da destinare alla vendita. Si ha testimonianza del dipinto in entrambe le biografie redatte da Giulio Mancini (1558-1630) e Giovanni Baglione (1573-1643), tra i primi biografi a parlare del Ragazzo morso dal ramarro. Tra le particolarità di questo dipinto vi sono la singolare smorfia del ragazzo, espressione di un improvviso dolore, e la luce, che entrando dalla finestra, viene proiettata sul vaso di vetro.

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