https://www.youtube.com/watch?v=dNAHnJSqBFQ&list=PLxKkqxG-Dw_x6qE6qJHZCXh8n0A5DfT5W
mercoledì , 17 ottobre 2018
Home / Video / Aste / Capolavori della collezione Mandel all’asta
Willem de Kooning, Untitled VI Raising The Bar: Masterworks from the Collection of Morton and Barbara Mandel | Sotheby's

Capolavori della collezione Mandel all’asta

Il 16 maggio, presso la sede newyorkese della casa d’aste Sotheby’s, 26 capolavori della collezione di Morton e Barbara Mandel all’asta

L’imprenditore e filantropo statunitense Morton Mandel, insieme alla moglie Barbara, ha messo insieme una collezione d’arte invidiabile, acquistando pezzi appartenenti alle più importanti correnti artistiche del XX secolo: dal Surrealismo all’Espressionismo astratto, dal Minimalismo alla Pop Art. Nella collezione Morton si trovano in egual misura dipinti, lavori su carta e sculture.

La coppia ha deciso adesso di separarsi da 26 capolavori, organizzando un’asta che si terrà il 16 maggio nella sede newyorkese della casa d’aste Sotheby’s. I profitti delle vendite saranno interamente devoluti alla fondazione no-profit di famiglia, con sede a Cleveland, che sostiene eccellenze nel settore del no-profit, progetti di rinnovamento urbano, e training alla leadership.

Morton e Barbara Mandel.

L’esperienza come uomo d’affari ha influenzato le scelte di Morton Mandel come collezionista? È una domanda lecita, dal momento che il valore della sua collezione è salito in modo esponenziale nel corso dei decenni.

Non abbiamo mai comprato arte perché era un buon investimento – risponde Morton, oggi 96enne. – Lo abbiamo fatto per innalzare la qualità della nostra vita, e possiamo dire che è stato un successo”. La coppia ha sempre seguito una regola, quando si trattava di acquisizioni: dovevano essere entrambi d’accordo sull’acquisto. “Se non eravamo d’accordo su un pezzo non lo compravamo”, ha raccontato Morton.

Il nome dell’asta – Raising the Bar: Masterworks from the Collection of Morton and Barbara Mandel – si ispira a una delle più famose citazioni dell’uomo d’affari, “Cerca sempre di alzare l’asticella”, e propone una serie di capolavori che spaziano dai dipinti su tela alle sculture. Vediamo alcuni dei più interessanti.

Roy Lichtenstein, Still Life with Head in Landscape
Raising The Bar: Masterworks from the Collection of Morton and Barbara Mandel | Sotheby’s

La scultura “La Chouette en colère” di Pablo Picasso, realizzata nel 1953 come parte di una serie di gufi in ceramica dipinta, viene considerata uno dei migliori esempi dell’approccio innovativo e giocoso dell’artista alla materia. Il gufo è un soggetto ricorrente nell’opera di Picasso tra gli anni ‘50 e ‘60, specialmente nelle ceramiche, dove rappresenta una proiezione dell’identità dell’artista stesso.

La prima volta che i coniugi Mandel videro “Flowers” di Andy Warhol questo era appeso dietro la scrivania del collezionista Leo Castelli nella sua galleria di New York. Inizialmente Castelli rifiutò di vendere l’opera, per cedere alla richiesta solo sei mesi dopo. La tela del 1964 è una delle prime realizzate da Warhol per la serie omonima, considerata il punto di partenza per lavori successivi più astratti sia dal punto di vista estetico che tematico, come la serie di serigrafie “Death and Disaster”. I fiori di ibisco, eseguiti con una tavolozza di blu intensi e saturi che spiccano sul verde brillante dello sfondo, rappresentano la bellezza ma anche la caducità della fama individuale, tematica molto cara a Warhol.

Joan Miró, Femme, oiseau
Raising The Bar: Masterworks from the Collection of Morton and Barbara Mandel | Sotheby’s

Uno dei maggiori capolavori del tardo Joan Miró, “Femme, oiseaur” richiama il lavoro degli espressionisti astratti, da cui l’artista spagnolo venne grandemente influenzato. Datato 1969-1974, l’olio su tela è un esempio poetico di astrazione al suo massimo grado, dove le pennellate espressive prendono il posto dei soggetti (donne, stelle, uccelli, lune) dei dipinti precedenti. Miró costruisce la composizione usando un lessico pittorico di segni e simboli, facendo riferimento comunque a oggetti ancora riconoscibili, come le figure umane. Lavorando con linee spesse e spazi monocromatici, Miró ha esplorato al massimo le possibilità di movimento all’interno di un campo bidimensionale.

Con il suo spazio compresso e il simbolismo, l’influenza del Surrealismo è evidente in “Still Life with Head in Landscape” di Roy Lichtenstein, datato 1976. La nuvoletta del fumetto sembra fluttuare lontano dalla bionda – uno dei marchi di fabbrica dell’artista -, che seduce l’osservatore dall’interno del suo paesaggio da sogno, circondata però da una serie di motivi cari al Surrealismo come la piramide, la luna, la stella marina, la mela, l’albero, la nave. A differenza di molti altri lavori di questa serie, ospitati al Solomon R. Guggenheim Museum, al Metropolitan Museum of Art e in altre collezioni pubbliche, “Still Life with Head in Landscape” è rimasto sempre in mano di privati.

Willem de Kooning, Untitled VI
Raising The Bar: Masterworks from the Collection of Morton and Barbara Mandel | Sotheby’s

“Untitled” di Mark Rothko, opera su carta realizzata l’anno prima della morte, nel 1969, incarna alla perfezione la leggendaria composizione per campi di colore dell’artista. Mentre molti degli ultimi lavori di Rothko sono caratterizzati da una palette di colori molto scura, “Untitled” ha uno sfondo rosso brillante da cui emergono il bianco e l’arancione. La forma che ricorda una nuvola della parte bianca testimonia il grande potere espressivo che l’artista conferiva a questo mezzo. Gli ultimi anni della sua carriera, Rothko si concentrò in modo particolare sull’esplorazione della pittura su carta e sulla trascendenza estetica perseguibile attraverso la fusione di colore e luce.

“Untitled VI” risale al periodo spartiacque in cui Willem de Kooning tornò a dedicarsi alla pittura dopo essersi concentrato sulla scultura. L’opera datata 1980 è un’esplosione di colori e di pennellate sensuali, che denotano la ritrovata creatività dell’artista e la confidenza nella sua capacità di manipolare la pittura a olio durante quel periodo.

 

Raising the Bar: Masterworks from the Collection of Morton and Barbara Mandel

16 maggio 2018 | 6.30 PM EDT | New York

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

C'è anche questo...

Barbara Lalle e Marco Marassi a MACRO Testaccio

You are connected now…: installazione video-fotografica di Barbara Lalle con le foto di Marco Marassi e …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Supporta Canale Arte!
Seguici sui nostri Social Network o attendi 10 secondi...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni (privacy policy)

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi