giovedì , 16 agosto 2018
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Fotografo sconosciuto, A. Rodchenko e V. Stepanova scendono dall'aereo, 1926 Gentile concessione del Rodchenko e Stepanova Archives, Mosca

Barbican: coppie moderne e amore moderno

Alla Barbican Art Gallery di Londra, dal 10 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, la mostra “Modern Couples: Art, Intimacy and the Avant-garde”

Una mostra d’avanguardia, che porta il pubblico alla scoperta degli influssi reciproci e delle storie di 40 coppie di artisti (amici, amanti, sposi, colleghi) attivi nella prima metà del XX secolo. Aprirà il 10 ottobre alla Barbican Art Gallery di Londra, per concludersi a gennaio 2019, “Modern Couples: Art, Intimacy and the Avant-garde”.

Attraverso prestiti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo l’esposizione propone opere di pittori, scultori, fotografi, architetti, designer, scrittori, musicisti e performer, insieme a foto, lettere d’amore, doni e materiale d’archivio molto raro.

Dorothea Tanning e Max Ernst con la sua scultura
“Capricorno”, 1947
© John Kasnetsis

Il percorso al Barbican include coppie leggendarie di artisti come quelle formate da Camille Claudel e Auguste Rodin, Frida Khalo e Diego Rivera, Dora Maar e Pablo Picasso, Virginia Woolf e Vita Sackville-West, e altre meno note, come Emilie Flöge e Gustav Klimt, Federico García Lorca e Salvador Dalí, Romaine Brooks e Natalie Clifford-Barney.

La mostra “Modern Couples” si inserisce nel programma del Barbican Centre “The Art of Change”, che in dodici mesi si propone di esplorare il rapporto tra arte, società e politica. Concentrandosi sulle relazioni intime in tutte le loro forme – quelle ossessive e quelle convenzionali, quelle mitiche e quelle platoniche, quelle effimere e quelle lunghe tutta una vita – la mostra rivela anche il modo in cui individui creativi si sono uniti, spesso superando i pregiudizi della loro epoca, per ridefinire il concetto di arte, abbattere gli stereotipi di genere e dare vita a nuovi modi di amare e vivere.

Hannah Höch
Der Vater, 1920
Galerie Berinson, Berlino

“È un progetto straordinario, che riunisce alcune delle figure più intriganti del periodo delle avanguardie, crea affascinanti giustapposizioni e porta il pubblico in un viaggio di scoperta – ha spiegato Jane Alison, direttore del dipartimento Visual Arts al Barbican. – Questa nuova interpretazione della storia dell’arte moderna, che sottolinea il ruolo che i rapporti intimi hanno giocato nello sviluppo della poetica di celebri artisti, non potrebbe essere più opportuna. La mostra offre allo spettatore una panoramica sull’impatto che gli artisti hanno avuto uno sull’altro. Si tratta di una mostra dedicata all’arte, e all’amore, nella loro accezione moderna”.

Disegnata in modo attento come un viaggio attraverso serie di stanze dedicate alle diverse coppie, la mostra offre al pubblico l’occasione di immergersi in un ventaglio di differenti collaborazioni artistiche. Ogni stanza getta luce sugli incontri personali e professionali dei protagonisti, focalizzandosi su un particolare momento del loro lavoro oppure su un qualche interesse comune.

Di “Modern Couples” fanno anche parte due sezioni incentrate su comunità più ampie di artisti: una dedicata al Surrealismo, l’altra alle artiste lesbiche radicali della Rive Gauche parigina, attive negli anni ‘20 e ‘30.

Frida Khalo, Il cervo ferito, 1946

Il rapporto tra Frida Kahlo e Diego Rivera, come attestano le tante testimonianze documentarie, era tumultuoso ed emotivamente pregnante. Il dipinto dell’artista messicana “Il cervo ferito” (1946), potente ma esposto raramente, incluso nella mostra, allude da un lato al trauma fisico che la Khalo subì in seguito a un’operazione andata male, dall’altro alla fragilità del suo rapporto col marito e in generale al dolore che sempre accompagna l’amore.

L’esposizione pone anche l’accento su aspetti poco noti di opere di artisti famosi, sottolineando le influenze reciproche, le fonti d’ispirazione e le collaborazioni. Ad esempio, l’anima gemella di Gustav Klimt, Emilie Louise Flöge, era più di una semplice musa. La donna era una stilista di talento, che gestiva la sua casa di moda e ideò il Rational dress style, promosso dal movimento femminista e caratterizzato da forme morbide e tessuti confortevoli.

Friedrich (Fritz) G Walker
Emilie Flöge, 1913

Altri esempi d’incontro tra design e arte in mostra sono l’Omega workshop (1913 –1919), creato da Vanessa Bell, Roger Fry e Duncan Grant, e la sinfonia di colori multidisciplinare chiamata “Simultaneism” sviluppata insieme da Sonia Delaunay e Robert Delaunay. Interessante anche la sezione dedicata alla Artek di Aino e Alvar Aalto, ditta di mobili finlandesi che i coniugi aprirono a Helsinki nel 1935. Evocando il design del negozio originario, sono esposti una selezione di mobili e cristalli. La villa modernista E1027 di Eileen Gray e Jean Bad, nel sud della Francia (1926 – 29), è a sua volta rappresentata con una selezione di arredi originali.

La fotografia prende vita attraverso le collaborazioni di figure leggendarie come Claude Cahun e Marcel Moore; gli scatti del Bauhaus di Lucia Moholy e László Moholy-Nagy; gli esperimenti condivisi nella camera oscura di Lee Miller e Man Ray; la relazione tra Edward Weston, Margrethe Mather e Tina Modotti.

Collaborazioni poco note come quella del trio fotografico PaJaMa (che comprendeva Paul Cadmus, Jared e Margaret French) sono una delle scoperte della mostra. I loro lavori sono esposti in stretto dialogo con quelli del fotografo George Platt Lynes, parte di un altro trio americano, composto da lui, dallo scrittore Glenway Wescott e dall’editore Monroe Wheeler. I loro potenti scatti, scambiati spesso l’uno per l’altro, segnano la nascita dell’omoerotismo grafico negli Stati Uniti nel periodo tra le due guerre.

Nic Aluf
Sophie Taeuber with Dada-Head, Zurigo 1920,
Stiftung Arp e.V., Berlino/Rolandswerth

Anche la letteratura ha un ruolo di primo piano in “Modern Couples”. Un approfondimento è dedicato alla scrittrice Virginia Woolf e al suo “Orlando” (1928), celebrazione del suo rapporto con Vita Sackville-West. In mostra il manoscritto originale dell’opera e una selezione di trentacinque libri pubblicati insieme al marito Leonard Woolf sotto l’egida di The Hogarth Press.

Della mostra fa anche parte il lavoro dell’attivista politica Nancy Cunard, fondatrice della Hours Press negli anni ‘20, che pubblicò per la prima volta Samuel Beckett, insieme a quello del suo partner e musa, il poeta e musicista jazz Henry Crowder, e una serie di libri di poesie d’amore splendidamente realizzati, nati da iconici incontri e collaborazioni di esponenti del movimento Surrealista.

Nello stesso periodo in cui venne pubblicato “Orlando”, la commediografa, poetessa e romanziera americana espatriata in Francia Natalie Clifford Barney organizzava incontri a Parigi, rivolti in modo particolare alle donne attratte dalle donne – sarebbero diventati famosi col nome il Tempio dell’amicizia e avrebbero dato luogo non solo a incontri amorosi ma a innovazioni artistiche.

Tamara De Lempicka
Le due amiche (Les Deux Amies), 1923
Association des Amis du Petit Palais, Ginevra

Nella sezione dedicata al Tempio e alla grande comunità di artiste e scrittrici lesbiche e bisessuali che vi confluirono sono incluse opere della pittrice Romaine Brooks, la compagna della Barney, così come l’emblematico doppio nudo “Le due amiche” (Les Deux Amies, 1923) di Tamara de Lempicka.

Nello spazio dedicato agli “Chance Encounter” surrealisti rivivono invece i rapporti intimi e creativi tra André Breton e Jacqueline Lamba, Nusch e Paul Éluard, Toyen e Styrsky, Unica Zürn e Hans Bellmer e molti altri.

Da non perdere anche le lettere d’amore originali scambiate da Auguste Rodin e Camille Claudel; il “Ritratto di Max Ernst” (1937) di Leonora Carrington, un ritratto doppio in codice dove l’artista appare come il suo alter ego, la sposa del vento; il dipinto realizzato da Gerda Wegener che ritrae Lili Elbe (la coppia di artiste ha ispirato il libro “The Danish girl” e il film omonimo con Eddie Redmayne).

E ancora due piccoli ritratti accostati a Varvara Stepanova e Alexa Rodchenko; una sezione dedicata all’uso che Hannah Höch e Raoul Hausm fecero del fotomontaggio a fini politici; disegni poco noti, lettere e foto scambiate tra Federico García Lorca e Salvador Dalí.

Un viaggio attraverso grandi nomi, celebri opere, rapporti famosi, ma anche relazioni rimaste per lo più ignorate e corrispondenze sottili. “Modern Couples” promette di mostrare il mondo dell’arte di inizio XX secolo in un modo del tutto nuovo, un modo che cambierà per sempre la percezione dell’arte, e dell’amore.

 

Modern Couples: Art, Intimacy and the Avant-garde

Barbican Art Gallery, Londra, UK

10 ottobre 2018 – 27 gennaio 2019
Sabato-Mercoledì 10.00-18.00
Giovedì e venerdì 10.00 – 21.00
Lunedì festivi 12.00 – 18.00
Venerdì festivi 12.00 – 21.00

#ModernCouples | @barbicancentre

About Roberta Turillazzi

Roberta Turillazzi
Giornalista per passione e professione dal 2015. Mamma e moglie giramondo, che attualmente vive a Londra. Lettrice a tempo pieno. Amo l'arte, il cinema, i libri e il calcio.

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