mercoledì , 20 settembre 2017
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0.0_ Fotografia a Torino

Adriano Paltrinieri per 0.0

Continua fino al 10 novembre, presso GoTo Gallery di Antonella Goto, la mostra di fotografia contemporanea con Greta Bertino, Davide Bonaiti, Vincenzo Bruno, Fulvio Colangelo, Marco Corongi, Marco Da Rold, Gigi Galli, Andrea Massarelli, Ester Pairona, Adriano Paltrinieri, Hermann Reiter, Cosimo Savina, Roberta Toscano, Erminio Vanzan. Presentiamo qui una serie di testi dedicati agli artisti. A cura di Amalia de Bernardis + Ivan Fassio

0.0_Fulvio Colangelo. Genesi del colore nelle opere e nei giorni, per infinita varietà. Tra le nubi: il vento e gli alberi. Quando il palpito si rivela per registrazione di calore, la vita si assottiglia – stratigrafica – sulla patina della storia.

0.0_Gigi Galli. Il concetto di fertilità è il negativo, in fotografia per camera oscura, in salute e in malattia per incubazione. Quindi il nero copre la carne, talvolta per mimesi, in forma soltanto. Il metallico esprime allora un gelo, dove sogna la sostanza.

0.0_Andrea Massarelli. Risale l’esperienza su un supporto esistito, gettato: esala un respiro, diremmo, ma per fotosintesi. Objet trouvé, plastico per restaurazione del ricordo, e tutto il resto. La metempsicosi è a un passo, dove si sgranano i profumi di un caffè.

0.0_ Roberta Toscano. Punti di vista del sé: fissità e alterità. L’identità si scopre in potenza, per risveglio e rinuncia, ma sempre a livello di definizione, a filo d’acqua. Il mattino indugia per sfumatura o gouache: un tratto di pausa, la pagina d’un diario bianca.

0.0_Marco Corongi. Scovare le tracce d’umano nei sottoscala della città. L’ombra d’un monumento imprime un alone sul viaggiatore. Le architetture, mélange da riordinare, sono i cubi di uno sguardo, l’orizzonte di una sfaccettatura.

0.0_Greta Bertino. La raccolta degli indizi implica un atto d’affetto. Ci si cataloga e ci si archivia per amore. Si riscrivono le parti mancanti: per gioco e per forza, per alibi e per difetto. Sotto la pelle delle età, tramano i racconti, le confessioni, le lettere.

0.0_Erminio Vanzan. L’uomo ama perdersi, disperdersi di fronte al paesaggio. Struggersi e distruggersi. Quale occhio rende testimonianza, giustizia, alla solitudine che nasce e cresce? L’infinito si guarda a distanza, ci vede da lontano.

0.0_Adriano Paltrinieri. Ecco, per estrema prova di linguaggio, tra le pagine d’un quaderno di viaggio, devono emergere le immagini com’erano. È una questione privata, da risolvere sulla linea dello spazio, col dito immerso nella mappa sensibile del mondo: le catene montuose dell’anima, i geni degli altipiani da interrogare e i grandi laghi della lacrima. Geografia: scrittura a tutto tondo.

0.0_Cosimo Savina. Lo stupore è certo un’essenza delle cose. Ché per sforzo d’indagine, ad un tratto, sarà inevitabile specchiarsi e, infine, comporsi per disanima. Dall’intimità alla natura, e a ritroso, affinché le categorie si saldino. Poi, segniamo o firmiamo, a nostra immagine: su scoglio e golfo, foglia e tronco, corpo.

0.0_Davide BonaitiLa scommessa porta con sé un fremito dell’animo. È lo spirito, che frulla come una colomba nel giardino del tempo, per dispiegamento dell’essere. Ossimoro: ripetizione di futura circostanza: è la sposa che sale e scende l’ennesimo prossimo scalino.

0.0_Marco Da Rold. Il colore crudo è figlio dell’esperienza. Frequenza e sopravvivenza: dove incontriamo, con stretta cadenza, una soluzione, ne riproduciamo l’impasto, la stoffa o il collante. Passo di ogni conoscenza, per occasione, in seriale operazione: ricorrenza. Se all’inizio era uno scatto – d’effusione –, si è fatto attimo coagulato, eccitazione memorizzata.

0.0_Vincenzo Bruno. Fa parte d’una particolare ricetta, golosa, servire un quadro, gustare un panorama, dopo un dovuto e meritato torpore. Quando l’ora di sonno è passata, ricomincia la veglia. E i paesaggi si mescolano, lievitano a vista, si fissano in crosta fragrante.

0.0_Ester Pairona. Le luci del ponte limitano le reti concentriche del ricordo. Lasciar passare, sottosopra, o collegare, costa a costa? A volte l’importante e fermare, attraccare per gestire con la memoria lo scambio equo di mercanzie: qui, critica è scissione, per intesa interiore. Alla dogana del tempo, ogni emozione è da perquisire.

0.0_Hermann Reiter. Noi torniamo ogni volta a lacerare il legame che ci placa, a stringere la ferita che ci sana. Stiamo agendo su altri piani, se la visione è quel che manca: un tuffo in alti stadi, un’ascesa orizzontale, dove soprattutto la coscienza è un’illusione. Sulla nostra piaga, ogni cielo può crollare.

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